Finalmente parte il treno … ma non nei week end

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Qui Casale Monferrato ● Carlo Baviera

Dopo anni di abbandono ci sarebbe da esultare, con una serie di “evviva! applausi!”. Cosa volere di più: “troppa grazia” si dice dalle nostre parti . E’ da anni che siamo abituati a vederci spogliati, come non essere felici che qualcosa ci venga restituito! Eppure ….

Facciamo qualche passo indietro. Dopo anni di proteste e proposte e promesse e rinvii, finalmente, arriva l’atteso annuncio. La riapertura della tratta ferroviaria Casale–Mortara. Si potrà raggiungere direttamente Milano. Le pubbliche autorità si sbilanciano dichiarando che “Cercheremo in anticiparla ancora di un paio di mesi rispetto al settembre 2023: diciamo che, fra un anno esatto, a giugno 2023, ci auguriamo di essere qui per l’inaugurazione della linea ferroviaria“.

Quello citato è uno dei punti chiavi del discorso del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio (ore 13,00 di lunedì 20 giugno) davanti alla stazione di Casale Monferrato, per presentare i lavori che porteranno, da qui a un anno, alla riapertura della linea con Mortara e quindi di un collegamento diretto con Milano.

Raccontano le cronache che col Presidente Cirio fosse presente un “parterre du roi” che raramente si è visto a Casale Monferrato: due assessori regionali Marco Gabusi (Trasporti e Infrastrutture) e Vittoria Poggio (Turismo), il direttore trasporto regionale Piemonte Marco della Monica, il consigliere del Cda di Trenitalia Cristina Bargero, collegata da Parigi. Ad accoglierli il sindaco Federico Riboldi, che li ha ringraziati per il lavoro svolto, il vicesindaco Emanuele Capra e buona parte della giunta e della maggioranza di centro destra in consiglio comunale.

Ed era presente un’ampia delegazione di Legambiente e delle associazioni che negli anni scorsi si sono battute per la riapertura delle linee ferroviarie, come sa chi ha seguito il dibattito sui social (anche sulla nostra pagina), le quali si sono sentite scavalcate dallo sviluppo degli eventi, come se fosse loro tolto il merito per la mobilitazione condotta soprattutto nel biennio 2018-19. Qualcosa “ottriato” per la bontà degli attuali amministratori; l’impegno dei cittadini meno considerato.

L’investimento in tutto il trasporto regionale è di 200 milioni di euro in più – ha annunciato l’assessore Gabusi – di questi 30 milioni per dieci anni, quindi 3 milioni di euro all’anno sono per la Casale-Mortara“. Le corse giornaliere saranno sette, sabato e domenica esclusi.

Questa non è una promessa, è un contratto – ha concluso Cirio – e per dieci anni c’è la garanzia che questa linea ci sarà. Dalle mie parti, nelle Langhe, si dice che bisogna per metà dare consigli e per metà dare soldi. Nella nostra regione siamo stati governati da chi dava tanti buoni consigli, e magari consigliava di non spostarsi in macchina a favore dei mezzi pubblici, ma poi non ci metteva soldi“.

A questo punto c’è stato l’unico spunto polemico della giornata quando dal gruppo Legambiente si leva una voce: “Ma questa linea l’ha chiusa Cota, ricordatelo!“. La polemica rientra in fretta: “Chiunque l’abbia chiusa ha sbagliato, chiunque abbia lavorato per tenerla aperta ha fatto bene, voi compresi“, puntualizza Cirio.

Il sindaco Federico Riboldi ricorda come in quel periodo entrò in conflitto contro l’assessore regionale ai trasporti di allora (che pure era del suo stesso partito) e il vicesindaco Emanuele Capra riconosce i meriti “di chi, per tutti questi anni ha mantenuto vive le istanze del territorio”.

A conferenza stampa conclusa Cirio si ferma ancora qualche minuto per discutere con il gruppo di cittadini i quali gli ricordano come, per far rivivere la stazione, è fondamentale l’apertura al sabato e alla domenica.

Qui sta una delle questioni. Perché se è vero che la prima risposta deve esse per i pendolari, per chi ha necessità di recarsi a Milano, per chi deve frequentare le scuole superiori nella nostra città, è altrettanto importante il discorso turistico. E questo si incentra, soprattutto, nei fine settimana e nei giorni di festa.

Attendiamo che anche per le rotaie (cioè una politica incentrata sul trasporto ferroviario) vi  sia una conversione. Conversione che, secondo me, dovrebbe esserci anche nell’impostazione generale non lasciando tutta una serie di tratte al buon cuore delle Regioni .

Da uomo del secolo scorso ritengo che il sistema ferroviario  debba essere governato  (pur coinvolgendo le Regioni) a livello statale, servendo tutte le aree allo stesso modo. Esiste, lo so, la questione non secondaria delle finanze, dell’utilizzo e relativo numero di utenti, e via discorrendo, ma si è cittadini con pari diritti in ogni parte d’Italia. Nell’era <moderna> esistono altri sistemi per garantire i trasporti in modo efficace e risparmiando risorse? Bene, ma devono essere sempre e comunque nell’interesse del cittadino e non penalizzanti per l’economia e i servizi di territori periferici o piccole città. Perché tutti sappiamo bene che è sufficiente un orario di bus (sostitutivi del treno) non in sintonia con quelli delle scuole che gli istituti scolastici vengono pesantemente penalizzati dal punto di vista delle iscrizioni.

Ed è sufficiente pensare, durante i fine settimana, ad un sistema di orari che agevolino lo spostamento di turisti connettendosi e integrandosi con corse di bus navetta per raggiungere i piccoli borghi dove offrire enogastronomia, folklore, arte e cultura. Ridando vita a comunità sempre più vecchie e isolate. E magari riaprendo la biglietteria, altro elemento non marginale.

E per ora lasciamo da parte un altro aspetto, non secondario, legato alla tratta Casale- Mortara. Perché ora è essenziale il ripristino delle corse annunciate; ma la linea va vista per intero. E questa ha un suo significato per il collegamento fra Milano e Nizza (in Francia) passando per Asti e Cuneo. E’ una linea da tempo abbandonata, anche ( e forse soprattutto) per la necessità di sistemare una galleria presso il Comune di Ozzano in Monferrato. Non voglio pensare che, per quanto costoso e complicato possa essere un intervento manutentivo, questo rappresenti l’ostacolo insuperabile. Quando di vuole raggiungere un risultato, qualunque sia l’intervento o la struttura da realizzare, nulla riesce a fermare l’obiettivo prefisso.

Perciò: applausi per la riapertura della tratta Casale-Mortara dall’estate 2023; ma senza dimenticare il supporto al turismo (nei week end) e quella che nei documenti di pianificazione territoriale veniva indicata (per quanto riguarda la viabilità stradale, ma che va bene anche per le ferrovie) come <dorsale collinare>: Milano-Asti-Cuneo-Nizza.