Le ceneri rimosse

Rossana Germani

Rossana Germani

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I LIBRI DI ROSSANA

Ricordiamo perché queste tragedie non si ripetano 

di Rossana Germani
belluomini 360 min

Ci sono dei libri che si scrivono per dovere dettato da un bisogno di fare informazione, divulgare e non far dimenticare un episodio, un evento storico o, come in questo caso, una delle più grandi atrocità commesse verso i più indifesi e senza alcuna scusante.

Ci sono dei libri che si leggono per bisogno di sapere, di comprendere ma che lasciano più punti interrogativi ai tuoi perché. E lasciano dentro un senso di grande ingiustizia alla quale nessuno può rimediare.

In questo romanzo di Francesco Belluomini il riferimento all’eccidio di Sant’Anna di Stazzema non è puramente casuale ma assolutamente tendenzioso come lui stesso afferma.
L’autore ci disegna un quadro realistico della vita in quei paesi della Versilia, in quello scenario di guerra che all’inizio fa solo di contorno e soltanto verso la fine del romanzo, attraverso la storia del protagonista, entra, si intreccia e si conclude con il crimine di guerra commesso nei confronti di civili inermi, tra cui molti bambini. 
Ci fa assistere impotenti alla preparazione di quel crimine e al suo compimento mostrandoci la drammaticità della storia anche di chi, dopo aver aiutato i nazisti si è poi ritrovato vittima del suo stesso operato.

Dodo, il protagonista, dopo aver vissuto la sua adolescenza a Sant’Anna, additato come mentecatto, ci accompagnerà fino alla fine del romanzo e sarà protagonista colpevole ma allo stesso tempo innocente di un’azione che avrebbe dovuto riscattarlo dalle ingiustizie subite in adolescenza soprattutto dai suoi coetanei, ma che poi si rivela ad egli stesso un’azione alla quale non troverà più nessuna giustificazione perché lo porta ad assistere a quella ferocia contro molti bambini minori di dieci anni, alcuni dei quali neonati o addirittura, feti.

Bene ha fatto l’autore a rimuovere le ceneri da quel crimine e portarlo alla luce con questo romanzo perchéceneririmosse 350 min ricordare e divulgare è un dovere.
E allora ricordiamo quel giorno di 77 anni fa.

All’alba del 12 agosto del 1944, tre reparti delle SS salirono a Sant’Anna di Stazzema in provincia di Lucca mentre un quarto chiudeva ogni via di fuga a valle sopra il paese di Valdicastello. I tedeschi, aiutati da alcuni fascisti trucidarono 564 abitanti, civili: erano donne, anziani e 130 bambini.
Stazzema era considerata un rifugio per i più deboli, donne, anziani e bambini, sfollati da paesi limitrofi bombardati e ridotti in cenere. Divenne invece teatro di crudeltà atroci nei confronti dei più deboli, soprattutto nei confronti di 130 bambini. Il disprezzo e lo scempio per la vita umana si completò con il rogo delle vittime nella piazza di Sant’Anna.

Il libro, pubblicato nel 1989, riporta nelle pagine finali un estratto dal dispositivo della sentenza del 31 ottobre 1951 del Tribunale di Bologna in cui i colpevoli vengono assolti da quasi ogni imputazione per il non raggiungimento di una prova sufficiente.
Ma, fortunatamente, nel 1994, il procuratore militare di Roma, Antonino Intelisano, mentre cercava di documentarsi su Erich Priebke e Karl Hass, scoprì in uno scantinato della procura militare un armadio contenente 695 fascicoli “archiviati provvisoriamente”, riguardanti crimini di guerra commessi da tedeschi e repubblichini tra cui quelli relativi al massacro di Sant’Anna. Viene così riaperta l’inchiesta che porterà a individuare alcuni dei responsabili e grazie al duro lavoro del procuratore De Paolis si arriverà alla condanna.

Anche se romanzata, l’autore fa una narrazione molto vicina alla realtà dando una informazione corretta sull’atrocità di quel crimine di guerra fatto solo per lasciare un segno tangibile nelle memorie degli italiani poiché i tedeschi già sapevano di aver ormai perso la guerra.

Ma l’ideologia che ha portato a quella strage non è stata ancora debellata come giustamente dice il sindaco di Stazzema Maurizio Verona. Per questo si è fatto promotore, in piena pandemia, di una proposta di legge di iniziativa popolare contro la propaganda fascista e nazista. In pochi mesi sono state raccolte 240mila firme, ben più delle 50 mila richieste.

Ricordiamo cos’è stato perché altrimenti la storia è destinata a ripetersi.
E non stanchiamoci mai di ripetere che il fascismo e il nazismo non sono opinioni ma crimini e quello di Sant’Anna di Stazzema è stato uno dei più efferati di quel periodo.

Rossana Germani fa parte della redazione di CiesseMagazine e per essa cura anche la rubrica di cultura, libri e poesia.
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