Rossana Germani: Quanto dura l’ordine in una casa? 

Specialmente se è abitata da una grande famiglia, a poco a poco, chi di qua chi di là, ognuno comincia a lasciare qualcosa in giro, fuori posto e pian piano si forma il disordine, il caos e non si arriva a capire come si sia potuti arrivare a tutta quella confusione. Di solito chi deve riordinare non sa da dove cominciare e si chiede come sia stato possibile arrivare a quel cambiamento.

Dall’ordine è facile creare disordine, caos. Il difficile e molto sacrificante e riportare l’ordine iniziale. Ci vuole impegno e fatica. 

Bisognerebbe invece vigilare sin dall’inizio, controllare e non sorvolare nemmeno su una piccola cosa messa fuori posto da qualcuno pensando che sia di poco conto. Già al primo oggetto fuori posto bisognerebbe pensare che quello, seppur insignificante, piccolo e non molto visibile, potrebbe essere, anzi sicuramente sarà, il primo che comincerà a minare, ad alterare, modificare l’ordine. Sarà il primo passo verso il disordine. Il primo esempio sbagliato che comincerà ad influenzare gli altri.

Si sa che è così. E il passato dovrebbe insegnarci a non fare gli stessi errori e invece lasciamo correre fino a quando ci rendiamo conto che non si può più lasciar fare restando a guardare e ci rimbocchiamo le maniche per ristabilire l’ordine.

E fuori casa succede la stessa cosa.

Io credo che siamo facilmente influenzabili sotto tutti gli aspetti. Ogni gesto, ogni parola di troppo o di poco, ogni frase detta magari nemmeno con cattiveria o perché la si pensa davvero, ad esempio a scopo razzista, ma come spesso capita solo per uno stupido gioco tra ragazzi o anche solo per interessi politici, per ottenere qualche voto in più, inevitabilmente influenza in qualche modo altre persone che a loro volta influenzeranno altre e via via…

In questa catena alcuni possono sentirsi forti in quanto parte di un quasi comune sentire ma che in realtà non è proprio così comune e davvero così sentito. Il fatto è che chi fa propaganda quasi esplicita al razzismo, all’intolleranza e alla non accoglienza, per non dire altro, come l’estrema destra e la lega, sa come far sentire forte la sua voce e questa voce arriva a molti e tra quei molti c’è inevitabilmente qualcuno che ne rimane così tanto plagiato da arrivare a fare cose davvero disumane.

Credo che presi singolarmente, quasi tutti abbiamo un cuore ma in gruppo, o con qualcuno che guarda, ad alcuni, non proprio sani di mente, scatta qualche strano meccanismo, un cortocircuito che fa fare cose terribili. Ecco perché al primo sentore di cose che non riteniamo giuste dovremmo intervenire per ristabilire l’ordine. E dovremmo diffondere le cose positive e cercare di influenzare con le buone azioni, le belle parole e la vicinanza. Noi sardine possiamo essere un grande esempio anche nel nostro piccolo. Possiamo diffondere bellezza sempre e comunque. Noi non rispondiamo all’odio con altro odio ma cerchiamo di ridurne la portata con ondate di belle cose. 

E serve tanto, tantissimo, parlare, sensibilizzare soprattutto i bambini e i ragazzi dentro e fuori le scuole, in famiglia ma anche facendoli partecipare ad eventi che potrebbero gettare le basi per la loro coscienza civile, vigilanza, militanza, partecipazione.

L’altra sera sono stata ad ascoltare Giovanni Impastato e Stefano Massini, in una piazza. È stato molto toccante. Le loro parole mi rimarranno dentro e sicuramente hanno rafforzato in me quella cosa fondamentale chiamata coscienza civile. Questi discorsi andrebbero fatti ascoltare ai ragazzi perché a loro abbiamo lasciato il disordine e saranno loro che si dovranno rimboccare le maniche per ristabilire l’ordine.