FIDES

Quando brillava il vespero vermiglio,
e il cipresso pareva oro, oro fino,
la madre disse al piccoletto figlio:
così fatto è lassù tutto un giardino.

Il bimbo dorme, e sogna i rami d’oro,
gli alberi d’oro, le foreste d’oro;
mentre il cipresso nella notte nera
scagliasi al vento, piange alla bufera.

GIOVANNI PASCOLI, Myricae 1891

Rispetto toscano: ottava disposta in due quartine di endecasillabi, con la rima alterna e baciata ABAB CCDD. Anche questa poesia presenta il tema del nido e della siepe. Il nido è connotato dalle figure della madre e del suo bimbo. La siepe protegge il nido dalla realtà esterna, qui prima gioiosa e poi minacciosa. Il titolo è un indicatore semantico, con l’ambiguità del termine fides, fede religiosa, e fiducia del bimbo nella madre che lo fa addormentare; si tratta infatti di una ninna nanna, canto persuasivo al sonno. La parola chiave è oro, che è presente 5 volte; nella seconda quartina in climax ascendente a 3 voci. L’esterno minaccioso finale si oppone all’interno sereno e rassicurante. Il giardino di ‘lassù’ è il paradiso. Il cipresso ‘piange’: gronda acqua da ogni ramo, analogia.