PALEOCONTATTI

 · di Rebecca Lena · in Racconti. ·

Sono le colline a generare fiumi, o i fiumi a generare colline? 

Ricevo paleocontatti con le mani mozzate,  dentro una melodia di fischi che prima dell’alba mi inquieta.

Temporeggio con gesti retorici, fuori, fuggo da una consistenza stantia che impregna la casa. Stesso odore, stessa luce, causa di un guasto temporale appeso a questo grumo di giorni dell’anno. Come se il clima fosse in grado di sorbire l’urto di una tragedia, e poi rilasciarlo, quando l’asse terrestre ritrova quella stessa pendenza. Memoria olfattiva di Maggio: è sofferenza.

Tanto non sarà più casa mia, mi rincuoro. Rancido profumo di nausea. La mia esistenza non è radicata alla mura di qualcosa che non ho e che non avrò mai. Investire è tacita illusione.

Spesso vago in vani automatismi del fare. Tesa a necessità essenziali, poco complesse. Mi inselvatichiscono: è un avvicinarsi ad una condizione più autentica, più aerea. Guardo con sospetto chiunque e qualunque cosa dalla fessura del mio occhio rettile, pronta a fuggire al primo movimento.

Il sogno: una fuga dalla nausea del sentire reale. Oppure il reale: una fuga dalla nausea sottile del sogno.


Scusate la lunga assenza.


 Racconti della Controra è disponibile su:

 IBS    ||  FELTRINELLI   ||  AMAZON