Il poeta romano Trilussa diceva che la Statistica è la scienza secondo la quale se tu mangi due polli al giorno, e io nessuno, tu e io mangiamo in media un pollo al giorno a testa. Questo è un esempio emblematico di distorsione della Statistica attraverso la forzatura delle medie. La scelta del pollo va inserita nel contesto storico, in quanto ai tempi di Trilussa mangiare pollo era considerata “una cosa da ricchi”, ma, anche se oggi in Italia la situazione è diversa, il significato del ragionamento umoristico non cambia. Quindi, sebbene facendo la media sulla popolazione potesse risultare che ogni persona mangia un pollo (e quindi abbia un certo benessere) nella realtà potrebbero essere in molti a non poterselo permettere e il dato sarebbe ingrossato dal consumo della fascia di popolazione più ricca. Spesso il numero statistico, magari privo di informazioni dettagliate, può essere interpretato in modi diversi a seconda dei dati correlati.
Così la media è un dato spesso poco significativo o addirittura fuorviante se non si sa esattamente su quale base è calcolata e con quale criteri è definita: e questa imprecisione, a volte, può essere voluta, con lo scopo intenzionale di ingannare. Oggi, con una più evoluta cultura della statistica, nessuno cade più in quel genere di errore? La cosa non è così semplice. Una delle poche certezze assolute della statistica è che ciò che è “medio” non esiste. Ogni cosa si colloca necessariamente sopra o sotto il dato “medio”, quindi bisogna aggiungere un dato di variabilità.

Napoli

La Statistica

Sai ched’è la statistica? È na’ cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.
Ma pè me la statistica curiosa
è dove c’entra la percentuale,
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co’ la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t’entra ne la statistica lo stesso
perch’è c’è un antro che ne magna due.
Er compagno scompagno:
Io che conosco bene l’idee tue
so’ certo che quer pollo che te magni,
se vengo giù, sarà diviso in due:
mezzo a te, mezzo a me… Semo compagni.
No, no – rispose er Gatto senza core –
io non divido gnente co’ nessuno:
fo er socialista quanno sto a diggiuno,
ma quanno magno so’ conservatore.

*Eh sì facile a fare le statiche senza tenere conto della realtà delle cose, delle differenze sociali e ambientali. Alquanto ingiusto, tu risulti nella media quindi ti mangi il pollo ma in realtà il Gatto se n’è pappato due a tue spese ma questo nelle statistiche non risulta. Grande Trilussa ieri come oggi.