Costi troppo elevati anche per estrazione dell’anidride carbonica ad uso alimentare 

Alessandria, pubblicato da: Pier Carlo Lava – Social Media Manager

Prezzi: crisi nel bicchiere, da +11% acqua a +10,5 succhi. Allarme anche per vino e birra

Mix esplosivo, agosto registra balzo dell’inflazione all’8,4% raggiungendo il top dal 1985

Il caro energia si trasferisce a valanga nel bicchiere con aumenti di prezzo che vanno dal +11% per l’acqua minerale al +10,5% per i succhi di frutta fino al +7% delle bibite gassate sotto pressione per gli elevati costi di estrazione dell’anidride carbonica ad uso alimentare. E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Alessandria sugli ultimi dati Istat relativi all’inflazione nel sottolineare che forti aumenti dei costi di produzione si registrano anche per le bevande alcoliche più diffuse dalla birra al vino.

Inflazione che ad agosto, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, registra un balzo generale dell’8,4% raggiungendo il top dal 1985.

A pesare sono i costi di produzione in campi e vigneti che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio fino al +300% delle bollette per pompare l’acqua per l’irrigare i raccolti ma il caro energia e la mancanza di materia prime si fanno sentire lungo tutta la filiera insieme all’aumento di costi per imballaggi, bancali, contenitori di plastica, vetro, metallo, etichette e tappi. 

Il risultato è che per effetto delle difficoltà economiche e del caro prezzi nel carrello della spesa gli alessandrini hanno tagliato gli acquisti di frutta e verdura che crollano nel 2022 dell’11%: -16% le quantità di zucchine acquistate, -12% i pomodori, -9% le patate, -7% le carote e -4% le insalate.

Costi indiretti che vanno dal vetro rincarato di oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno, al tetrapack con un incremento del 15%, dal +35% delle etichette al +45% per il cartone, dal +10% costi per le lattine, fino ad arrivare al +70% per la plastica.

“Una situazione che è destinata ad esplodere in autunno con un prevedibile balzo dei listini di vendita che riguarda l’intera filiera agroalimentare che dai campi alla tavola vale 575 miliardi di euro, quasi un quarto del Pil nazionale, e vede impegnati ben 4 milioni di lavoratori in 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila realtà della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio”, ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco.

A far aumentare i prezzi alla produzione è il caro energia che si trasferisce a valanga sui costi di produzione anche nell’agroalimentare che assorbe oltre il 11% dei consumi energetici industriali totali per circa 13,3 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtep) all’anno. 

“Il comparto alimentare richiede ingenti quantità di energia, soprattutto calore ed energia elettrica, per i processi di produzione, trasformazione, conservazione dei prodotti di origine animale e vegetale, il funzionamento delle macchine e la climatizzazione degli ambienti produttivi e di lavoro. Si tratta di una bolletta energetica pesante nonostante nel tempo si sia verificato un contenimento dei consumi energetici grazie alle nuove tecniche e all’impegno degli agricoltori per la maggiore sostenibilità delle produzioni anche con l’adozione di tecnologie 4.0 per ottimizzare l’impiego dei fattori della produzione”, ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco.