lente ingrandimento

“Il punto di vista” di Mariantonietta Valzano

Un mese fa abbiamo salutato Piero Angela, un alfabetizzatore scientifico che, come il maestro Manzi, ha formato almeno 5 generazioni di italiani. Con il suo linguaggio semplice e chiaro induceva gli spettatori ad essere curiosi e attenti. Col tempo era diventato un sigillo di scientificità della conoscenza. Non di rado, infatti, l’intercalare comune era “Lo ha detto Piero Angela” e non era più discutibile.

Non so perché ma è stato per me come perdere uno di famiglia, un pezzo di vissuto personale. Come molti sono cresciuta a pane e Superquark, molto della mia metodologia d’insegnamento ha attinto nel suo esempio: spiegare in modo semplice argomenti difficili. Questo assunto è il fondamento della Fisica della Matematica, discipline che di solito sono ostiche, ma che Piero Angela ha saputo far “piacere” a milioni di ragazzi…anche a ex ragazzi come me, che a mia volta ho cercato e cerco di appassionare i miei studenti allo studio di argomenti inusuali per una scuola primaria, come le particelle elementari.
Vederlo l’ultima volta è stato un preludio della sua mancanza, perché sebbene avesse in video lo stesso modo rassicurante, con cui ci ha mostrato le meraviglie della natura  per decenni e nonostante la sua forza e tenacia, era percepibile la sua fragilità. In quel momento un velo di tristezza ha attraversato i miei ricordi.
Dall’ Esploriamo il corpo umano agli esperimenti di fisica, passando per le Pillole di storia e i ricchi documentari sull’etologia e zoologia, la sua impronta è stata fondamentale per la mia curiosità affamata di sapere. Inoltre, ho avuto la possibilità di assistere alla rappresentazione storica digitale del Foro di Cesare e il Foro di Augusto qui a Roma, opere magiche della tecnologia che ti riportano indietro e mostrano realtà che si leggono solo sui libri di storia, rendendone tangibile la veridicità. Credo che solo uno spirito geniale poteva partorire un simile idea, catturando ogni sera tanti spettatori e visitatori romani e non romani, che restano intrappolati nel fascino della Città Eterna proprio grazie a questo modo di illustrare e spiegare come mai nessuno ha fatto.
e mentre attraverso i ricordi di antichi fasti sento la sua voce, pacata e rassicurante…umile, che mi racconta chi ha calcato le pietre della mia città prima di me… lasciandomi incantare dai colori e dai monumenti che credevo di conoscere ma che ora riscopro e riassaporo….
Probabilmente non sarà abbastanza dire grazie a questo uomo, alacre per la sua simpatia e acuto per la sua intelligenza, un antesignano a cui è stato sempre a cuore il futuro del nostro Paese, fino al suo ultimo lascito, un testamento spirituale che sprona tutti a fare il nostro per un domani migliore.

E adesso se n’è andata anche la Regina Elisabetta II…e la monarchia inglese non sarà più la stessa. Pochi giorni fa è stata divulgata la foto in cui il suo sorriso e la sua cordialità illuminavano una Regina che con giacchino di lana e gonna tartan accoglieva il nuovo primo ministro Liz Truss. Unico particolare quella macchia violacea sulla mano destra che tradiva l’inevitabile somministrazione delle cure. Forse è stato il suo commiato al popolo con il suo ultimo atto di responsabilità alla quale non si è sottratta, ricca del suo vissuto secolare in cui ha dato il suo contributo dal servire l’esercito durante la Seconda Guerra Mondiale al servire il suo popolo fino alla fine, dimostrando che seppure privilegiata ha fatto il suo dovere. Sicuramente non è stata una vita scevra di errori, ma chi non ne commette germinati nella finitudine umana dobbiamo farci i conti quotidianamente tutti e ogni giorno, ma il suo pregio è stato il reagire, facendo atto di umiltà ove fosse necessario come quando chinò il capo davanti al feretro di sua nuora Diana.
Elisabetta è stata anche la nonna simpatica che si paracaduta con James Bond e prende il tè con l’orsetto Paddington, ma anche la solida Regina che tiene il timone a dritta della sua famiglia nel rappresentare il suo regno, traghettandolo tra tempeste di vario tipo: da tragedie e lutti familiari a crisi economiche e il covid. Il suo will meet again del suo discorso durante la pandemia ha avuto lo stesso effetto del discorso del Re Giorgio, suo padre, durante il conflitto mondiale: era con i suoi sudditi accanto a loro.
Chiunque seguirà, anche facendo del meglio, non potrà eguagliare la sua figura. Come disse Wiston Churchill: “L’Inghilterra nella sua storia ha avuto due Regine che sono state di gran lunga migliori dei Re a cui hanno preceduto o succeduto, sono certo che Elisabetta sarà la terza in grandezza e lungimiranza”.
E la storia gli ha dato ragione.
Ora siamo alla fine di un’Era, un nuovo corso che si apre con una guerra in corso alle porte d’Europa e con tante altre iniziate e mai finite, con una crisi pandemica che, a mio parere, non è definitivamente alle spalle e una crisi energetica – economica – ambientale che inizia a decimarci. Talvolta i segni dei tempi ci lasciano un vuoto sia fisico che interiore, che nonostante il frastuono del mondo ci travolga quotidianamente, noi sentiamo benissimo con tutti i nostri sensi. È un segno delle cose che cambiano e che ci lasciano un senso di abbandono e ci invitano ad una rinascita, perché non possiamo mai dimenticare che nella nostra fragile umanità coi cresciamo e ogni volta rinasciamo, lasciando nel sacco del passato che ci portiamo in spalla ciò che abbiamo fatto, mentre guardiamo avanti e sogniamo ciò che volgiamo fare.
Speriamo che in questo nuovo percorso che ci aspetta si possa consolidare quel valore umano di solidarietà e spirito di convivenza condivisa che è insita nel valore sociale della nostra specie, per un futuro migliore …per tutti, dove ognuno deve fare la sua parte, come ha fatto Piero Angela, e ognuno deve essere responsabile …magari con un pizzico di simpatia, come la Regina Elisabetta II.
Mariantonietta Valzano