Alessandria: Coldiretti scrive al Commissario nazionale straordinario alla Psa Angelo Ferrari

Peste Suina: NO a strumentalizzazioni, ridurre drasticamente numero cinghiali

Sono fuori luogo le proposte di abolizione della caccia avanzate per interessi contingenti

In Italia bisogna allargare la caccia ai cinghiali che rappresentano il principale veicolo di diffusione della Peste Suina Africana (Psa) con oltre 2,3 milioni di animali che stringono d’assedio città e campagne da nord e sud dell’Italia. 

E’ l’allarme lanciato dal Presidente Nazionale Coldiretti Ettore Prandini nella lettera al Commissario nazionale straordinario alla Peste Suina Africana, Angelo Ferrari, nel chiedere un’efficace attuazione del PRIU (Piano regionale di interventi urgenti per la gestione, il controllo e l’eradicazione della peste suina africana nei suini da allevamento e nella specie cinghiale) rispetto all’attività venatoria nei confronti dei cinghiali.

“In Piemonte e nella provincia di Alessandria sono stati presi alcuni provvedimenti, volti a diminuire la presenza dei cinghiali sul territorio, che introducono delle deroghe allo svolgimento dell’attività venatoria nell’ambito della zone di restrizione, così come la possibilità di esercitare l’attività di caccia di selezione nelle ore notturne – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Come facevamo già presente prima del dilagare della Peste Suina e, ancor più, dopo la diffusione dei primi casi a gennaio, occorre ridurre drasticamente il numero dei cinghiali, sia per limitare l’incidenza dei danni alle produzioni agricole, sia, soprattutto, per evitare la diffusione della PSA e sostenere l’attività delle filiere agroindustriali legate agli allevamenti di maiali che garantiscono reddito, occupazione ed indotto all’Italia, oltre ovviamente a ridurre il rischio di incidenti stradali”.

Tenendo in considerazione il fatto che il numero dei cinghiali da abbattere in tutta la regione è di 50.000 e analizzando quanto è stato fatto da gennaio ad oggi, mi sembra che la soluzione del problema sia ancora ben lontana: a fine luglio erano poco più di 5.000 capi!

Coldiretti Alessandria monitorerà affinchè vengano messe concretamente in atto, da parte di tutti gli enti interessati, le misure previste dalle recenti delibere regionali, unitamente all’applicazione del Piano Regionale di Eradicazione (PRIU), rispetto al quale è essenziale la definizione urgente delle relative linee guida attuative, così da rendere uniforme su tutto il territorio regionale, anche in termini di semplificazione delle procedure, l’applicazione di efficaci e tempestivi interventi di depopolamento.

“Le stalle situate nelle zone dove sono stati riscontrati i casi di peste dei cinghiali continuano ad essere vuote e gli allevatori esasperati, serve un salto di qualità: abbiamo bisogno del ristallo e di una modifica della legge nazionale per permettere agli agricoltori proprietari dei fondi e dotati di porto di armi di poter cacciare i cinghiali direttamente quando grufolano e danneggiano le coltivazioni, senza perderci in troppi adempimenti burocratici. Aprire alla selezione notturna non basta, serve più concretezza. Considerata la situazione di estrema emergenza le proposte di abolizione della caccia avanzate per contingenti e strumentali interessi politici sono del tutto fuori luogo, vanno contro la realtà dei fatti e danneggiano il Paese”, ha concluso il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco.