Splende un meraviglioso sole che avvolge con il suo calore il piccolo paese, incastonato come un gioiello tra le sinuose colline. Un bene tanto prezioso che per qualcuno, alla lunga, potrebbe diventare un legame insopportabile.

– Mi chiedo cosa facciamo in questo posto – dice Francesca, una bella venticinquenne, a passeggio nelle deserte stradine.

– Sei un’eterna insoddisfatta – replica l’amica coetanea, Laura.

– Secondo te dovremmo essere felici? Sembriamo segregate in questo angolo sperduto di mondo. –

– Io ci sto bene. Amo vivere in questo angolo sperduto di mondo – afferma Laura.

– Lo vedo – risponde l’amica. – Beata te, invidio la tua serenità. Io penso che non resisterò ancora a lungo. –

– Ti frena la tua famiglia. –

– Già. Mia madre ha bisogno di essere continuamente seguita, mio padre è anziano e non può certo sobbarcarsi tutto il lavoro che c’è da fare a casa. Se non fosse per lei … –

– Ci avresti lasciati. –

– Sicuro. Mi dispiace per le persone a cui sono molto legata, a te, che sei la mia migliore amica, ma questo posto non mi garantisce nessun futuro. –

– Ti senti come un uccello con le ali tarpate. –

– Sì, è così. Il paese si è svuotato, diventando sempre più vecchio; non c’è un ricambio generazionale, l’ultimo bambino che è nato risale a due anni fa, e quei pochi giovani che c’erano se ne sono andati quasi tutti. –

– Ne hai dipinto un quadro desolante – osserva Laura.

– È la semplice, cruda realtà – risponde Francesca.

– Eppure c’è un’eccezione … – dice l’amica.

– Scommetto che ti riferisci al nuovo residente. –

– Sì.  È un caso raro e alquanto strano, ma è successo. –

– Hai ragione, è un caso alquanto strano. Non si sa nulla di lui, a parte che è un uomo, giusto? –

– Sì, così dicono.  È qui da più di tre mesi e non è mai uscito di casa. In pratica nessuno l’ha visto, se si esclude Carlo, il figlio del salumiere, che gli porta la spesa. –

– Chi sa, magari avrà problemi mentali. D’altronde, una persona sana di mente non sarebbe venuta ad abitare qui – dice Francesca. – Credo che dobbiamo davvero preoccuparci. –

– Sì, sarà un pazzo criminale – replica col sorriso sulle labbra, Laura. – O forse un povero cristo in cerca di pace. –

– E qui ne troverà tanta. Ognuno è libero di farsi del male. –

– Andiamo a fare la sua conoscenza? – le chiede Laura.

– Stai scherzando?! – risponde Francesca. – Perché dovremmo farlo? –

– Per socializzare; viviamo in una piccola comunità, mi sembra giusto. –

– Uno che non esce nemmeno di casa non credo che abbia tanta voglia di socializzare. –

– Potrebbe non essere così. –

– Se proprio ci tieni, va a scoprirlo, io me ne starò alla larga. Hai dimenticato cosa abbiamo detto all’inizio? –

– No, potrebbe essere un pazzo criminale. –

– Esatto! Non ci tengo a morire in questo paese, tanto meno in modo cruento. –