Ecco 
la mia immagine
torna a scuotermi la carne
ad attraversarmi
come fossi
un santuario di schegge di ragione 
viva vivente.
Suda il profumo opaco altalenante
dell’incenso sull’altare di un io
in combutta con le sue ferite.
Si accalca su di me perplessa,
mi impietrisce,
si guarda attorno
non riunisce le coscienze che osservano scompigliate,
sa che affondano
per questo è qui lei,
la parte di me che appare
l’unica visibile verità.