L’APPELLO AL VOTO DI “CITTA’ FUTURA

Alessandria: Alle elezioni politiche del 25 settembre 2022 vi è il concreto rischio che il primo partito del nostro Paese sia rappresentato dagli astensionisti, dalle persone che non sono interessate o ritengono inutile votare.

Le elezioni amministrative dello scorso 12 giugno hanno, in generale, confermato una riduzione di almeno cinque punti percentuali rispetto alle precedenti con picchi negativi, fino al sette per cento, registrati in Piemonte, Sardegna, Umbria e Veneto. Il  Comune di Alessandria, con il 46,7% al primo turno, non ha fatto eccezione.

Risulta quindi possibile che domenica 25 settembre il 30 per cento degli aventi diritto decida di non partecipare alle votazioni; in termini assoluti tale percentuale rappresenta 15 milioni di elettori astenuti su 50, cioè il 43% rispetto ai votanti. Cinque volte il minimo storico degli anni settanta. Oltretutto in una elezione dove, per la prima volta, anche al Senato votano i diciottenni. 

Tra gli aspetti che aiutano a spiegare questi livelli di astensionismo concorre certamente, per le prossime elezioni, una pessima legge elettorale, ritenuta oggi tale anche dalle forze politiche che l’hanno promossa e votata. L’elettore, infatti, non può in alcun modo scegliere chi lo dovrà rappresentare in Parlamento, ma affidarsi interamente alle decisioni assunte dai vertici dei partiti. E questo non può che contribuire ad aumentare la distanza del cittadino nei confronti delle Istituzioni e, in generale, della politica. In aggiunta ciò avviene anche nella prima elezione nella quale si concretizza e sperimenta la forte riduzione, approvata in questa legislatura, del numero dei parlamentari eletti, sia alla Camera che al Senato.

Insieme alla disillusione nella politica come strumento ancora in grado di dare risposte ai problemi più pressanti che incombono sul potenziale elettore, uno dei fattori demotivanti è rappresentato dal crescere della povertà, anche tra coloro che pure un lavoro ce l’hanno. In particolare nelle regioni del Sud dove, negli ultimi anni, si sono avuti livelli record di astensione accomunati all’aumento del disagio economico e sociale. Ma anche al nord, vedi il caso eclatante del Piemonte dove il livello di partecipazione ha subito una forte contrazione. Un contesto che accentua la crisi del costume e della cultura politica favorendo il disinteresse nei confronti delle istituzioni democratiche. Condizione che colpisce i giovani in misura decisamente maggiore rispetto agli anziani quando e dove l’abbandono scolastico e la disoccupazione si sommano determinando povertà educativa ed economica. Fattori che si combinano e concorrono ad indebolire le basi democratiche della società civile.

Per questo l’Associazione “Città Futura”, nel formulare un forte appello alla partecipazione al voto – in quanto esercizio di un “dovere civico” e non solo, previsto dalla nostra Costituzione (art. 48) – ricorda che esso rappresenta un diritto reso possibile dalla lotta di Liberazione e dalla sconfitta del nazi-fascismo e ritiene fondamentale, per ridurre astensionismo e disaffezione al voto che i partiti e i movimenti impegnati nella campagna elettorale, così come il futuro Parlamento, si impegnino a:

  • ridare valore e dignità al lavoro, eliminando le forme di precarietà e sfruttamento, garantendo il potere d’acquisto di salari e pensioni riducendo, nel contempo, le eccessive differenze nelle remunerazioni;
  • riformare il sistema fiscale con criteri di giustizia e secondo un principio di progressività legato al reddito e alla ricchezza;
  • combattere efficacemente l’evasione e l’elusione anche per consentire gli indispensabili finanziamenti pubblici nei confronti della sanità, della scuola, dell’università e della ricerca; 
  • assumere la tutela dell’ambiente, la cura e la manutenzione del territorio e la transizione ecologica come una priorità assoluta per trasformare le fonti energetiche e contrastare i cambiamenti climatici;
  • ricercare nelle guerre e nei conflitti in atto, a partire dall’invasione dell’Ucraina per responsabilità della Russia di Putin, in maniera instancabile “la pace e la giustizia fra le Nazioni” (art. 11 Cost.). E ridurre gli armamenti per scongiurare, quella che Papa Francesco chiama, la “terza guerra mondiale a pezzi”. 

A giudizio di “Città Futura” solo una forte e costante lotta contro le diseguaglianze economiche, sociali e territoriali, secondo i principi della Carta Costituzionale capaci, nella loro coerente applicazione, di garantire ai cittadini, insieme, libertà ed uguaglianza, si può arrestare l’attuale crisi che, indebolendo la partecipazione alla politica, colpisce alle fondamenta il sistema democratico. Infatti solo un rinnovato clima di fiducia tra cittadini, istituzioni e forze politiche, può  contrastare l’attuale crescente tendenza a disertare le urne. 

Per l’associazione “Città Futura”

Renzo Penna