Calde Sere, di Giuseppe Buro


Mezza sera il tempo volge al bello,
brezza leggera e poi nell’aria si forma
l’odore, tutto è uguale a prima e la scia
lascia cadere sguardi furtivi.

Ecco le mani girovagano in cerca
del niente, poi prendo il bicchiere
e un sorso placa l’arsura, mentre
ancora non viene.

Tutto sembra sfiorare i sensi e mentre
si aspetta la carezza sfiora la pelle,
tra seta e organza tra ardire e andare.

Ricordi e piccole incisioni qui al
Balestruccio, un incanto da mille
storie d’amore, un leggero bussare,
intanto arriva la cena.

Giuseppe Buro