Durante l’era elisabettiana, la pelle bianca era desiderata dalle donne in quanto simboleggiava la giovinezza e un’elevata classe sociale.

Quando la regina Elisabetta I (1533-1603), uno dei più grandi monarchi inglesi della storia, aveva 29 anni, nel 1562, fu colpita da quella che all’inizio  si riteneva fosse una febbre violenta. Quindi le  fu ordinato dai medici di rimanere a letto, nel suo palazzo di a Hampton Court.

Ma la sua malattia era più di una semplice febbre: si trattava di vaiolo, una malattia virale temutissima, mortale e altamente contagiosa.  Dapprincipio la regina si rifiutò di credere che avesse potuto contrarre una malattia così terribile. Si dice che quando un noto medico tedesco, invitato a visitarla, le diagnosticò il vaiolo, fu cacciato via e accusato  di essere incompetente.

Alla fine, la malattia della regina divenne così grave che si che si temette addirittura che non sarebbe riuscita a  sopravvivere.

Invece si riprese e, pur non restando  orribilmente sfigurata come capitava a moltissime persone, ebbe il viso segnato. Al contrario, la sua amica e dama di compagnia che trascorreva ore accanto al suo letto,  contrasse  “il temuto vaiolo” e rimase completamente  deturpata.

Quando alla fine Elisabetta si riprese, ma si rese  conto che la sua pelle avrebbe sempre portato le cicatrici di quella malattia. ne fu devastata.

Considerava una tragedia quello che era capitato proprio a lei, che era  sempre stata celebrata per il suo glamour, i suoi abiti elaborati e la sua pelle bianca e perfetta. Tanto più che era convinta che gran parte del suo potere fosse dovuto alla sua bellezza. Ora che  il suo aspetto fisico era stato alterato, si sentiva vulnerabile di fronte a critiche e a giudizi.

Pertanto si accinse a garantire che la sua bellezza fosse ricostituita ma anchemolto più tardi continuava a sentire che un sovrano doveva essere perfetto anche nell’apparenza fisica. Per esempio, in un discoro al Parlamento nel  1586, commentava il peso di quelle aspettative “Noi principi, vi dico, siamo posti su un palcoscenico alla vista di tutto il mondo e debitamente osservati; gli occhi di molti scrutano le nostre azioni, subito scorgono una macchia  nelle nostre  vesti e notano prontamente un’imperfezione nelle nostre azioni”.

La scelta di inquadrare la preoccupazione attorno a “macchie e imperfezioni” suggeriva che la regina era preoccupata molto per il suo aspetto, non solo per le azioni

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Immagine: La regina Elisabetta I d’Inghilterra nelle sue vesti da incoronazione. Porta i capelli sciolti, come da tradizione per l’incoronazione di una regina, forse anche come simbolo della verginità. Il dipinto, di autore ignoto, risale al primo decennio del Seicento e si basa su un originale perduto sempre di autore ignoto.