NON E’ PIU’ IL TEMPO

giannigatti6561

Dal blog  https://augustoanselmo.blogspot.com/

 Roberto Melone

Oggi è il tempo della cura, della cura di noi stessi, degli altri e dell’ambiante in cui viviamo, diversamente non è possibile alcuna produzione economica, diversamente alle giovani generazioni spetterà un pessimo futuro o, forse, nessun futuro.

E’ il tempo di ri-trovare il senso profondo dello stare insieme, del ri-cercare le questioni che davvero aprano, da subito, il conflitto vero che il virus ha messo in evidenza, quello tra il profitto e la vita, tra il mercato e i diritti fondamentali, tra il mercato e la natura.

Per fare questo dobbiamo dotarci, tutte e tutti, indipendentemente dal proprio attivismo in questo o quel movimento/associazione, di una visione, di una narrazione per un altro mondo possibile, per mettere a punto un progetto alternativo di modello produttivo e sociale.

Questo è l’immane compito che ci spetta, sapendo che questo sistema ha già predisposto le sue ricette per il dopo coronavirus (vedi dichiarazioni di Mario Draghi e non solo) e non sono, per usare un eufemismo, esattamente quelle giuste.

Provo allora a sottoporre a tutte e tutti voi, alcune questioni che ritengo decisive per il prossimo futuro e sulle quali chiedo di aprire il confronto.

PRIMA QUESTIONE.

I diritti fondamentali a partire dal diritto alla salute e dal diritto all’accesso all’acqua, perché sono i due diritti fondamentali che garantiscono la fruizione di tutti gli altri diritti essenziali e una vita dignitosa.

Questo perché entrambe le questioni vanno a toccare gangli vitali del sistema in cui viviamo.

Allora porre la questione che sui diritti fondamentali non solo non si possa fare profitto, ma che essi devono essere garantiti a prescindere dalle questioni di bilancio e del mercato è una battaglia decisiva per avviare un percorso esattamente sul terreno del conflitto reale oggi in atto tra profitto e vita e allarghi la consapevolezza che tutto quello che ci sta succedendo è esattamente il frutto di “come era prima”.

Possibili campagne e mobilitazioni comuni:

  1. abrogazione del Pareggio di bilancio in Costituzione;
  2. inserimento in Costituzione del concetto di Diritti Fondamentali non assoggettabili ai bilanci e alle “regole del mercato”;
  3. inserimento in Costituzione dei Diritti della Natura, della sua biodiversità, in una visione olistica della vita.
  4. finanziamento esclusivo della sanità pubblica e dei servizi pubblici locali;
  5. Costruzione di un progetto e sua realizzazione per la messa in sicurezza del territorio e contro il consumo di suolo.
  6. ……………………….

SECONDA QUESTIONE

I Cambiamenti climatici e la riconversione ecologica dell’economia. Di fronte ai danni all’ambiente in cui viviamo e alla nostra salute e sicurezza, agli sconvolgimenti provocati dall’attuale modello di sviluppo, che possiamo riassumere con “la nostra casa è in fiamme”, occorre un’azione unitaria e globale per ripensare il sistema, nella sua totalità, senza lasciare indietro nessuna persona e con la consapevolezza che, mentre con le nostre lotte cerchiamo di spegnere l’incendio, la nostra casa comune non potrà essere più la stessa.

Non solo. A pagare il prezzo della riconversione ecologica e sistemica dovrà essere chi, fino ad oggi, ha speculato sull’inquinamento della terra, sulle devastazioni ambientali, causando l’accelerazione dei cambiamenti climatici.

Possibili campagne e mobilitazioni comuni:

  1. “Giudizio Universale”: causa legale contro lo Stato Italiano per l’evidente insufficiente azione di contrasto ai cambiamenti climatici. La causa può diventare un nuovo ed efficace strumento di pressione istituzionale e di mobilitazione sociale sulla giustizia climatica.
  2. applicazione del “principio di precauzione” e del concetto “chi inquina paga”
  3. Abrogazione dei sussidi sui combustibili fossili, vogliamo una tassazione che colpisca i profitti della produzione e non solo il consumo.
  4. Emissioni zero entro il 2030 per l’Italiaedecarbonizzazione totale entro il 2025 passando alla produzione energetica totalmente rinnovabile e organizzata democraticamente con le realtà territoriali.
  5. ………………….

TERZA QUESTIONE

Come finanziare il rispetto dei diritti fondamentali e la riconversione ecologia dell’economia.

Partiamo da un presupposto fondamentale: se Maastricht viene sospeso per garantire salute pubblica e rinascita economica, vuol dire che Maastricht è contro la salute pubblica e la rinascita economica, quindi va abolito

In questo contesto dobbiamo uscire dalla trappola del debito, agitato su scala internazionale, nazionale e locale, come emergenza allo scopo di far accettare come inevitabili le politiche liberiste di alienazione del patrimonio pubblico, mercificazione dei beni comuni, privatizzazione dei servizi pubblici, sottrazione di diritti e di democrazia.

Rivendichiamo che le spese di oggi devono essere ESCLUSIVAMENTE indirizzate a garantire reddito, diritti fondamentali e beni comuni alle persone e a tutti gli investimenti necessari per la trasformazione ecologica dell’economia (nessun euro alla riproduzione dell’esistente);

Possibili campagne e mobilitazioni comuni:

  1. riforma della finanza pubblica locale. rivendicando la priorità del ruolo degli enti locali e la loro funzione pubblica e sociale, rispetto a quello, costruito in questi anni, di enti locali “manageriali”, il cui unico obiettivo è ridurre la spesa sociale e mettere il patrimonio comune sul mercato.
  2. tutelare il risparmio e socializzare Cassa Depositi e Prestiticon l’obiettivo di trasformare Cdp in un ente pubblico e sociale, decentrato territorialmente, con lo scopo di finanziare a tassi agevolati gli investimenti, scelti con percorsi partecipativi di città e Comuni.
  3. abbandono di tutte le politiche di aggiustamento strutturale e di austerità e annullamento del debito illegittimo, perchè senza una decostruzione dell’ideologia del debito, e senza un processo di verità sulla sua natura, scopi e legittimità, nessuna riappropriazione sociale di ciò che a tutti appartiene può raggiungere il proprio obiettivo. Questo va fatto a partire dai territori, tenendo conto anche delle criticità di ciascuno di essi;
  4. Spostamento di risorse economiche da quelle militari a quelle per i Diritti Fondamentali.

QUARTA QUESTIONE

La Democrazia

La democrazia, senza la quale poco o nulla si potrà realizzare delle cose dette poc’anzi, non può più essere pensata come l’esercizio formale della delega nelle periodiche elezioni, ma, invece, come partecipazione consapevole del maggior numero di persone possibili alle decisioni che tutti ci riguardano. Quindi alla democrazia rappresentativa vanno affiancate, in un mix virtuoso, quella diretta e, soprattutto, quella partecipativa e questo a partire dai nostri Comuni.

Se non vogliamo o, meglio, non possiamo permetterci che “tutto torni come prima” perché siamo perfettamente consapevoli che il problema era proprio il “prima” con le sue diseguaglianze, le sue guerre, i suoi vincoli di austerità, le sue azioni di rapina e distruzione dell’ambiente, con il suo non rispetto del mondo del lavoro reso sempre più precario e schiavizzante, con la sua cancellazione dei diritti dobbiamo, come ha detto qualcuno libere il presente per riappropriarci del futuro. E sappiamo che il tempo è ora”.

Roberto Melone