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Cara Giorgia,

Tu che ne sai del dolore che si prova a dover fare una tale scelta, tu che ne sai la devastazione che i giorni a seguire ti porti dentro nel cuore magari dopo esser stata violentata o dopo aver appreso che tuo figlio non sarà mai normale e che con buona probabilità non arriverà neppure a festeggiare il primo giorno di scuola.
Facile dire negheremo l’aborto, ma non è affatto facile per te dire che questa è una società non pronta ad accogliere persone diverse, dove spesso si preferisce inserirle in un’area chiamata handicap, come fossero dentro un recinto e con scarsissimi risultati politici e inclusivi .
Tu che ne sai cosa significa lottare ogni giorno con barriere, razzismo, stupidi parcheggi o semplici infrastrutture pensate contro chi è disabile.
La scelta di portare avanti una gravitanza e dare vita dignitosa a quell’essere umano non è merce di scambio per un voto.
Quello che puntualmente fai nel banalizzare un simile argomento richiede invece una complessità troppo grande.

L’aborto è un diritto conquistato con sangue e dolore da donne che ancora oggi combattono per questa scelta.
Delle volte cara Giorgia forse sarebbe meglio tacere.

-di Massimiliano Saccucci-

#6000sardinelItaliainmovimento

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