Ragnatele che avvolgono gli occhi, vedere il mondo diventa difficile.

Ti sforzi ma non vai oltre la foschia che ti avvolge.

Le mani tentano invano di liberarti la vista, le ragnatele non si staccano.

La rabbia disperata ti fa piangere e nemmeno quel pianto ti aiuta.

Le senti crescere, aumentare di numero e spessore, ti avvolgono per intero, si insinuano nelle narici e nella bocca.

Adesso non vedi, non respiri, non parli. Piangi soltanto, in silenzio.

Chiudi gli occhi e aspetti la fine, la sai inevitabile, quasi la desideri ormai. Meglio spegnersi che agonizzare in questo modo.

Nel buio silenzioso che hai dentro, comprendi di dover compiere un ultimo disperato tentativo.

Ti alzi in piedi, cominci a camminare, sbatti e cadi, ti rialzi ma vedi ancora offuscato. Fai altri passi in avanti, ti appoggi ovunque puoi, pian piano quella foschia si allenta.

Comprendi che ad avvolgerti fuori e dentro, non è qualcosa di cui non hai controllo, ti basta camminare e allontanandoti si sgretola.

Fa male, brucia, punge e logora ma un po’ alla volta si sgretola, cade a terra e si dissolve.

Sei libera.

Libera cammini.

Libera parli, ridi, piangi e ami.

Libera ami per prima te stessa.