Sulla strada per Emmaus.

Sono viaggiatrice della vita,

sono scalza,

sono muta.

Ho una borsa di ricordi amari,

ho uno zaino di ricordi e basta.

Del resto non ho nulla,,

dell’altro non so.

Non mi conosce nessuno

E io stessa non mi riconosco.

Forse ho fame,

forse ho sete,

forse voglio solo sedermi.

I volti non si fermano,

camminano spediti.

Qualcuno mi chiama senza conoscermi,

mi invita alla sua tavola.

Eppure sono vestita di chiaroscuri,

per essere luce,

per essere notte!

Eppure sono semplicemente io!

Sedotta dagli uomini,

dalle loro rivelazioni

che incutono dolore.

Eppure si muore per amore,

io stessa ne sono la prova.

Io mi siedo a questo tavolo,

nessuno vuole vedere dentro di me.

Nessuno riconosce la mia anima

Che brucia per amore

E che amore avrebbe voluto.

Ho uomini intorno a me,

uomini intorno al tavolo

che parlano di sconosciute persone.

Vorrei che mi vedessero,

vorrei che mi capissero,

prima o poi qualcuno mi guarderà,

mi riconoscerà che non mi ha incontrato,

per caso,

sulla strada di Emmaus

e allora capirà,

capirà di me.Iris G. DM