Nello scenario della Seconda Guerra Mondiale la Royal Navy britannica lancia il primo attacco della storia da portaerei a scapito della Regia Marina Italiana nel Golfo di Taranto.

Rappresenta una data molto importante anzitutto per la perdita di 58 militari italiani e di metà della flotta navale, ma sopratutto perchè da quella data mutarono le strategie di guerra. Crolla infatti la convinzione che le navi all’interno delle basi navali con bassi fondali siano al sicuro da attacchi aerei e non possano riportare gravi danni.

Dopo la notte di Taranto le portaerei delle flotte acquisirono un ruolo fondamentale nei successivi combattimenti ed attacchi tanto che proprio dai dettagli di questa battaglia sembra che i giapponesi abbiano poi pianificato l’attacco a Pearl Harbour.

L’attacco ricordato come “La notte di Taranto” portò alla distruzione di tre corazzate della flotta del Regio Esercito, tra cui il Cavour che non riprese mai più servizio, mentre la Royal Navy riportò solo la caduta di due aerosiluranti. La perdita fu molto grave anche perchè a difesa della base navale dovevano esserci 87 palloni di sbarramento (aerostati che avevano lo scopo di ostacolare le flotte aeree) ma a causa del maltempo 60 si erano allontanati e distrutti e non erano stati rimpiazzati per la mancanza di idrogeno.

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