Mi sono immaginata una donna che viaggia in uno dei barconi di migranti e vive il dramma.
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Mi sono isolata tra il rumore delle onde, per non sentire le urla di disperazione, il pianto di un bimbo mi riporta alla realtà, il mare non profuma più di salsedine, ma di escrementi umani, il sole non scalda più i nostri corpi, sono bruciati, le donne piangono per i loro figli persi in parole di odio, disprezzo per la terra abbandonata per disperazione, sono ancora viva, ma…per vedere solo le brutture della vita. Vi supplico non odiate la nostra terra e il nostro popolo.

Francesca Coletti