Il passato

Il progetto di costruire un ponte di collegamento tra la Sicilia e la penisola italiana ” era già in discussione dal 1876 quando Giuseppe Zanardelli ,capo del governo del neo stato italiano proclamava che : “sopra i flutti o sotto i flutti la Sicilia sia unita al Continente”.

L’ idea è stata recentemente ripresa poi in modo particolare dal leader dei”fratelli d’Italia” Silvio Berlusconi che anche l’agosto scorso ha ribadito di ritenere la costruzione dello stretto una priorità assoluta e uno dei più importanti progetti per il nostro Paese.

Lo stretto è un braccio di mare che separa la Calabria e in particolare la città di Reggio Calabria e Messina in Sicilia e collega mar Tirreno e Ionio con una larghezza minima di 3,14 km tra Messina e Villa San Giovanni.Noto nell’antichità come stretto di Scilla e Cariddi ,aveva la fama di essere funestato da due mostri omonimi che ne mettevano a repentaglio la navigazione.

Solo nel 1957 si collegò una rete elettrica di trasmissione siciliana con quella continentale tramite un elettrodotto sopra lo stretto ,poi sostituita nel 1992 da cavi elettrici sottomarini con strutture a sostegno dell’opera note come “Piloni dello stretto o esempi di archeologia industriale

Oggi tra rischi e prospettive

– Ma il Ponte sullo Stretto non sarebbe di facile realizzazione. Nel 2021 è stato diffuso uno studio condotto sui fondali marini dello Stretto di Messina e sulla sismo-tettonica dell’area, frutto di una collaborazione internazionale tra il Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Università di Catania, il Center for Ocean and Society-Institute of Geosciences dell’Università di Kiel in Germania e l’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Un percorso sottomarino è d’altronde ostacolato dalle forti e pericolose correnti marine e un ponte,come detto, desta preoccupazione per la sua stabilità e per la mancanza di esperienza in tali problematiche, che non sembrano invece riguardare i giapponesi che hanno costruito strutture a prova di sisma .In ballo ci sarebbe però anche il forte vento ,altra variabile che potrebbe rendere ardua la sua stabilità

Un parere ci viene da Pier Giorgio Malerba, docente di Teoria e progettazione dei ponti al Politecnico di Milano. Malerba conosce i ponti in generale, quello sullo stretto in particolare, visto che ha contribuito a scrivere le specifiche tecniche finite nel disciplinare della gara d’appalto. E la sua risposta è che tecnicamente il ponte sullo Stretto si potrebbe realizzare“Non sarebbe l’unico in zona sismica”, spiega. Un esempio? L’Akashi-Kaikyo in Giappone, il ponte sospeso più lungo del mondo. “Venne realizzato alla fine degli anni ’90. Ebbi occasione di visitarlo pochi giorni dopo il passaggio di un tifone e lo trovai perfettamente in esercizio”.

Il punto, prosegue, è che “un ponte sospeso con campata centrale lunga è una struttura estremamente flessibile. Questo perché “ha per sua natura delle frequenze proprie estremamente basse. Immaginiamo che vibri come una corda e faccia delle oscillazioni: perché riprenda la posizione originale devono passare parecchi secondi, tra i 25 e i 30”. Il risultato è che “ha periodi di vibrazione molto alti, ovvero delle frequenze di risposta molto basse”. Detto altrimenti, “questo significa che incassa molto meno gli effetti delle accelerazioni provocate dal sisma”. Tecnicamente si dice che “la potenza delle scosse viene estremamente attenuata per effetto della deformabilità intrinseca della struttura”. In altre parole, non si tratta di un’infrastruttura rigida, ma flessibile.  Dunque la possibilità materiale di poterlo costruire.

L’opinione pubblica

 L’opinione pubblica è divisa tra pro e contro ovvero sì  e no.Vediamo perchè

la realizzazione del ponte ridurrebbe il traffico nelle città dello stretto e il consumo del suolo

Si- Allo stato attuale, il traffico veicolare che attraversa lo Stretto di Messina passa per le città di Messina e Villa San Giovanni, e la presenza di porti alternativi non ha cambiato questa situazione, tuttavia il ponte potrebbe risolverla. Anche il consumo del suolo per le infrastrutture di imbarco di macchine e treni potrebbe venire ridotto.

I costi per la realizzazione sono eccessivi rispetto ai benefici sul territorio

No- I circa dieci miliardi di euro previsti per la realizzazione dell’opera sono un costo folle rispetto agli scarsi benefici previsti. C’è solo grande confusione nelle cifre, nelle modalità di finanziamento e nelle stime di rientro, che potrebbe non avvenire mai.

Si- Altri sostengono che I fondi destinati alla costruzione del Ponte saranno recuperati in pochi anni, attraverso il pedaggio autostradale, l’occupazione in crescita e i benefici a commercio e turismo. Sui finanziamenti per la realizzazione dell’opera, sono diverse le possibilità pubbliche e private, oltre all’appoggio dell’UE.

La nuova struttura porterà fino a 100.000 nuovi posti di lavoro

Si- La costruzione del Ponte consentirà un notevole incremento dell’offerta di lavoro, anche dopo l’ultimazione dell’opera. Saranno diverse le ripercussioni sull’occupazione e, in generale, su tutta l’economia del Sud Italia,meglio collegata al resto d’Italia

 No-I numeri annunciati dall’ex premier Renzi sono lontani dalla realtà, il Ponte sullo Stretto comporterà, anzi, la perdita di posti di lavoro per i traghettatori e un’incidenza blanda sull’economia del Mezzogiorno. Percorrere le alternative, come la rivalutazione degli altri mezzi di trasporto con infrastrutture efficienti, appare essere la soluzione migliore.

Il ponte fronteggerà l’solamento della Sicilia rispetto alla penisola

Si Il Ponte sullo Stretto risponde all’esigenza di fronteggiare l’isolamento della Sicilia. Vengono ridotti i tempi di percorrenza dei traghetti e si offre un’alternativa a chi vuole utilizzare l’auto per gli spostamenti su tutto il territorio italiano. Si favorisce inoltre il trasporto ferroviario e una pronta risposta alle emergenze, come quella idrica.

No-L’isolamento della Sicilia è un fattore comune ad altre realtà, come la Sardegna. Il paese deve affrontare altre priorità, come l’ammodernamento del sistema ferroviario e l’emergenza terremoto. Inoltre, la struttura non garantirebbe un abbattimento dei tempi di percorrenza significativo rispetto ai costi per la sua costruzione.

Ci sembra tuttavia che il problema di fondo sia uno scontro tra politica di maggioranza e opposizione e che sia diventata una questione di braccio di ferro, a discapito di un reale sviluppo del paese che necessita di arrivare ad essere un paese moderno e alla pari con gli altri ,anche a livello di infrastrutture: è ovvio che anche in questo caso ci saranno attività commerciali e abitazioni che saranno danneggiate dalla costruzione di un’opera di tale portata ma, a parte gli indennizzi previsti, è necessario che lo stato si attivi con leggi che prevedano sanzioni pecuniarie o detentive qualora i termini in ordine di tempo o il rispetto nell’esecuzione della progettazione non vengano  rispettati in modo adeguato, onde evitare che costruzioni avviate decine di anni fa ,restino inattuate e costituiscano un danno per l’ambiente e il decoro

il ponte Akashi Kaikyo in Giappone (il più lungo ponte sospeso al mondo)

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