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Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

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Fragilità

Fragile è il nostro tempo, rosso quasi di rose, e petali in luce di tramonto,

sotto una luna che somiglia al vento.

Ideale e utopia a passeggio sotto i ponti, con le tasche rotte, e

il cappello da mendicante, cantano tristemente una canzone

rossa. Gli avanzi della cena lungo il fiume, ossi di seppia avvolti

in una banderuola. E tutti i baci a forma di cioccolato, con dentro

il biglietto dell’amore. Domani andremo in uno di quei ristoranti

dove si mangiano ostriche, e ti versano il vino con grazia, un giorno

da signori, e non questo odore vischioso che sale dall’acqua, e al

diavolo tutti i sogni.

Che il tempo significasse qualcosa, lo scoprimmo giocando a

nascondino, cercandoci con gli occhi, a volte con il cuore.

O nei lenti pomeriggi d’autunno, dove le foglie si accumulano

sulla via, forse soltanto per farci sentire il fruscio dei nostri passi.

Oppure in quelle sere prive di tramonti, noi due seduti sulla

stessa panchina, noi due e fra noi due, due baci, uno era il tuo

l’altro soltanto mio.

Che mi toccasse un lavoro che avesse a che fare con le parole

non fu mai cosa strana, quei caratteri di piombo in cassettini

d’alfabeto. Il gotico ti guarda minaccioso, vorrebbe sempre essere

il più prezioso. E come non comporre la parola baci, e come

compagna la parola amore seppellita dentro tutti quanti i baci,

Fragile è il tempo nostro, somiglia a una interlinea che separa

il cuore. Allora con una piccola pinzetta la mano si commuove

e pesca ad una ad una fra quei piombi la parola amore.

Per che farne, non è tempo d’amore. L’amore che parla di se

è un amore fragile, vive come il pensionato, di ricordi.

L’amore per essere amore deve tacere. Come quando

si guardano le stelle, e l’una pensa dell’altra quanto è bella.

Ma visto che sono così distanti, si guardano e desiderano tanto.

giuseppe scolese