Germana fissa il numero sulla sua prenotazione. Non c’è un farmacista libero a cui chiedere consiglio così prende la prima crema antirughe che le capita e si mette in fila. Inclina la testa per guardare chi ha davanti. La signorina alla cassa sta servendo un uomo con i bruciori di stomaco, segue una donna dal taglio corto e sfumato che precede l’anziana alta con le caviglie gonfie prima di lei.

Il tempo scorre lento. Per distrarsi fa una panoramica veloce degli scaffali laterali. Sandali, creme solari, antizanzare a sinistra; una folla di integratori in pasticche e in bustine a destra. L’ha provato anche lei un paio di mesi fa, apatica era, apatica è rimasta.
La ragazza ancheggia svelta. «Buongiorno» sente. È una questione veloce.
L’anziana avanza. La cassiera incrocia le gambe e si piega, ha un bisogno impellente.
Germana può vedere gli espositori frontali, i prodotti di una nota marca di condom stanno proprio lì, in bella vista. Osserva i ripiani, attirata dal più basso, alcuni sono a forma di un Tampax gigante.
Tocca a lei. La commessa solleva l’indice, poi scappa al gabinetto.
Germana ne approfitta. La sua ginecologa le aveva detto che per risolvere i primi disturbi di secchezza, avrebbe dovuto lavorare sulle emozioni; non sa quanto è vero: si sente come una serratura arrugginita perché la chiave non gira. Si piega per guardare bene. Sul primo, rosso vermiglio, c’è scritto frutti di bosco. Quello vicino sarà alla fragola.
Il primo, invece, ha i colori dell’acqua, si chiama “Fresh”.
Si immagina a tirarlo fuori la prossima volta che un belloccio le proporrà di tornare a casa insieme.
No, non si vede proprio. Però… Se funzionasse? Tutte quelle manovre umilianti per rendersi… scivolosa se le potrebbe risparmiare.
Lo prende e lo nasconde tra le mani. Con un sorrisino imbarazzato si guarda in giro, nessuno l’ha notata.
La commessa rientra e Germana lo lascia cadere sul vassoio insieme alla crema, incrocia le dita e prepara una giustificazione. L’altra fa il conto e infila tutto in una bustina insieme allo scontrino. Non ha fatto una piega, come fosse un lucidalabbra alla vaniglia. Per non sbagliare lo mette in borsa.

Alla cena di Leonora, la padrona di casa le presenta Piero, barba addomesticata e occhi fissi sulle tette ( l’impalcatura comprata al negozio di intimo è invisibile), con il vestito nero fa un figurone, è come l’hamburger gigante sul cartellone del Mac Donald, promette e non mantiene.
Dopo un’ora di sguardi e battutine a chiodo fisso, la invita a casa; in auto non spiccicano una parola, si accomodano sul divano e Germana accavalla le gambe. Gli occhi da pesce lesso affogano nello champagne da supermercato.

Si fionda in bagno quando Piero le prende la mano e l’appoggia sul cavallo dei pantaloni. L’effetto acqua di sorgente del gel le dà un brivido; quando si affaccia in camera da letto con la lingerie sexy, lui è già in posizione di conquista. In basso, la libido è una valanga.
Cinque minuti dopo, lui suda come un orango tango con un cavatappi in mano e lei gela come se si fosse sparata un pacchetto di Mentos.

Michela Santini