Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

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DESIRÒ (LIB-POP): TRA RESPINGIMENTI, INGERENZE ECONOMICHE E DESTABILIZZAZIONE, INACCETTABILI LEZIONI MORALI DALLA FRANCIA 

(AGENPARL) – Lun. 14 Novembre 2022 “Il problema della migrazione di massa, in arrivo dal continente africano, non è affrontabile da un solo Paese né con la politica dei porti chiusi e nemmeno con l’accoglienza indiscriminata, ed in questa situazione, prendere lezioni morali dalla Francia, Paese che attua respingimenti coatti alla frontiera con l’Italia e che negli anni ha sviluppato politiche economiche aggressive a danno dei paesi del continente africano, è a dir poco inaccettabile”, così Claudio Desirò, Segretario di Italia Liberale e Popolare, commenta le polemiche in corso dopo il caso ONG.

“I respingimenti francesi alla frontiera di Ventimiglia ed in alta Val di Susa, dove anche in inverno ed al freddo gli immigrati vengono riportati a Bardonecchia da agenti francesi in borghese e lasciati per strada, avvengono da anni, da molto prima del caso Ocean Viking”, aggiunge Desirò.

“Oltre a ricordare che la Francia è la principale responsabile dell’attuale instabilità geopolitica del Nord Africa e della Libia in particolare, andrebbe anche sottolineato come la stessa porti avanti politiche economiche aggressive nei confronti dei paesi africani con importanti ingerenze nel campo economico e valutario a discapito della crescita dei paesi del continente africano”, continua Desirò.

“Bisogna, inoltre, sottolineare come le polemiche di questi giorni abbiano cause legate alla situazione politica interna al Governo Francese, con un Macron che sulle spalle dei migranti cerca di recuperare un consenso che gli garantisca una stabilità di Governo, messa a rischio da una maggioranza non assoluta, il tutto con l’impossibilità di portare a termine la minaccia di ritorno alle urne che, probabilmente, premierebbe ulteriormente Le Pen e la destra francese”, sottolinea Desirò.

“Davanti a questo quadro, che dai nostri alleati transalpini ci si prenda la briga di dare lezioni morali, di accoglienza o politiche al nostro Paese, nonostante le difficoltà e le responsabilità evidenti, è del tutto fuori luogo. La nostra politica, smessi i panni ideologici e propagandistici, deve pretendere rispetto ed il rispetto di norme chiare sull’assunzione della responsabilità di tutti i paesi dell’UE nella gestione di un problema epocale che tutti, non solo in Italia, sfruttano per un proprio ritorno politico, sulle spalle di disperati che hanno la sola colpa di essere nati dalla parte sbagliata del mondo”, conclude Desirò.