Nel 1780, quando aveva quindici anni, Amy o Emy Lyon conobbe il ventiseienne Sir Harry Fetherstonhaugh, un amico del Principe di Galles (poi re Giorgio IV) che la ingaggiò perché intrattenesse i suoi ospiti alle numerose feste che dava nella sua residenza di campagna. Qui la ragazza aveva la sua suite di stanze, un gran lusso per una che probabilmente non aveva mai avuto una stanza tutta per sé prima.
Qui veniva fatta ballare, nuda, sul tavolo da pranzo per far divertire i suoi ricchi ospiti.

Quando si trasferì a Londra per la stagione invernale, la portò con sé, come amante stabile. Ma non rimase a lungo con lui perché nel 1781 fu mandata via, senza un soldo e incinta di sei mesi.

La sua unica possibilità di sopravvivenza stava nel trovare un altro “protettore”, per cui decise di scrivete una lettera disperata e supplichevole a uno degli amici di Sir Harry, Charles Greville, nipote di Sir William Hamilton.

Greville accettò di accoglierla a condizione che la bambina, Emma Carew, fosse data in affidamento e che Amy diventasse la sua amante. Le chiese anche di pentirsi della sua precedente vita sregolata, di evitare una qualsiasi vita sociale e di diventare una donna pura, mite e morigerata. I suoi abiti dovevano essere sobri, modesti e dai colori tenui. Inoltre dispose che la madre andasse a vivere con lei in qualità di governante e accompagnatrice. Amy acconsentì e lui installò lei e la madre in una casa di campagna a Paddington Green.
Un’altra sua richiesta fu che cambiasse il nome in “Mrs Emma Hart” mentre sua madre doveva essere chiamata signora Cadogan. Alcuni autori ritengono che il nuovo nome di Emma fosse un’allusione alla città di Harting vicino alla quale viveva, altri invece avanzano un’interpretazione simbolica che si basa sulla trasformazione da Lyon/ leone a Hart/cervo, cioè da cacciatrice a preda.

Greville decise anche di educarla e le insegnò a parlare in modo più raffinato. Un giorno la portò con sé nello studio di George Romney, l’artista più alla moda del tempo, che gli stava facendo un ritratto.
Romney era alla ricerca di una nuova modella e musa ispiratrice e rimase affascinata dalla bellezza e dall’innata teatralità di Emma. La fece posare in centinaia di sedute, in cui dipinse più di 60 ritratti di lei in varie pose, a volte interpretando anche la parte di personaggi mitologici o storici.
Era spiritosa, intelligente, elegante ed estremamente bella e ben presto divenne famosa nell’alta società londinese.

Molti altri artisti l’hanno dipinta in svariate pose, che sembrano prefigurare le sue successive “attitudini”.

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Immagine: George Romney – Emma Hamilton (National Portrait Gallery, London) – Questo ritratto è uno dei tanti che Romney tenne nel suo studio per la sua diletto personale.