Treviso, dopo il divieto di sostare sui muretti e sdraiarsi sulle panchine, proibisce anche di sedersi per terra, di appoggiare le biciclette a muri e monumenti, di mangiare, giocare, pattinare, lettera e testamento.

Arriverà l’inverno, ma senza palle di neve perché anche quelle sono state vietate, giuro.

Treviso sempre più simile alla Svizzera. 

Tutto dev’essere pulito, ordinato, sotto controllo, perché il controllo è fondamentale, così tanto che gli elvetici se lo fanno da soli. 

In Svizzera non si vedono puttane per strada perché sono illegali ma diventano conformi alla legge se tenute al chiuso nelle case.

In Svizzera non si gioca d’azzardo on-line e credo manco nei bar, ma nei casinò vale tutto.

C’è chi continua a sostenere l’importanza del riarmo, portando ad esempio proprio la Svizzera come il luogo più armato d’Europa ergo il più sicuro. 

In Svizzera ogni quartiere è abitato e presidiato da un numero sempre maggiore di poliziotti per un controllo quotidiano del cittadino, cittadino che è schedato a prescindere. 

In Svizzera qualcuno va fuori di testa ogni tot e fa una strage armato di fucile.

In Svizzera si arriva al secondo posto europeo per numero di suicidi con armi da fuoco.

Treviso è sempre più simile alla Svizzera. 

Treviso è sempre più attenta all’apparenza che alla sostanza, sempre più divieti e meno accoglienza, sempre più preoccupata per la faccia e sempre meno per l’anima.

A Treviso, come in Svizzera, non si fa la guerra nemmeno per gioco, ma a me fa tanta paura lo stesso.