Patrizia Franchina

Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri

Olive Kitteridge di Elisabeth Strout

Pubblicato in İtalia nel 2009 è un bel romanzo della letteratura americana, descrive e racconta la vita nel Maine in una cittadina abbastanza anonima, chiusa e poco ospitale. Il romanzo è costruito in una serie di racconti che in teoria potrebbero essere letti l’uno indipendentemente dall’altro il cui filo conduttore è costituito da Olive stessa, una donna sovrappeso, irritante, ironica, scorbutica a cui però non sfugge nulla, che entra di volta in volta nella vita dei suoi concittadini o dei suoi familiari certe volte con invadenza, altre con prepotenza. Ciascun capitolo costituisce un tassello di una narrazione più ampia e profonda, la narrazione della vita in una comunità della provincia americana ma parallelamente ciascun capitolo serve e delineare il personaggio Olive, a meglio definire la sua natura e il suo carattere. Ciascun capitolo ha un protagonista diverso che magari non si ritrova più in nessuna altra parte della narrazione che in genere tratta di piccole storie, piccole vicende, amori, tradimenti, gelosie senza grandi eventi in un procedere abbastanza lento. L’autrice, attraverso i singoli racconti e le singole situazione, riproduce un caleidoscopio di situazioni, sentimenti , emozioni in tutte le loro sfaccettature e complessità, la vita e la morte, e sembra suggerire l’idea che la nostra vita è in fondo una giostra in continuo cambiamento e che noi purtroppo non siamo in grado di modificare o controllare; infatti tutti i personaggi fanno i conti con la difficoltà di controllare gli eventi.

Insomma questo romanzo parla della vita, dell’amore, della fiducia, della rinascita.

Olive è sempre presente nelle vita degli altri a causa del suo carattere prepotente tirannico non si può amare, non può essere l’amica, la madre o la moglie più amabile o più docile del mondo. Creare e scegliere come filo conduttore di un romanzo, un personaggio così è una scelta rischiosa perché il lettore potrebbe non entrare in simpatia con Olive che veste i panni dell’antieroe, tanto che i suoi concittadini spesso la evitano, invece io credo che al lettore questa protagonista possa anche suscitare una certa simpatia se riesce a comprenderne profondamente il personaggio, le motivazione. La lettura è lenta, e ci vuole pazienza per arrivare fino in fondo cogliendo il messaggio che credo sia di speranza ossia che mai o quasi, tutto sia perduto irreparabilmente, che esistite sempre una qualche forma di riscatto oppure una seconda opportunità.

Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

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