Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

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L’amore è un sentimento che non muta mai.

Se si ama una persona l’amore permane e non svanisce neanche con il passare del tempo, e neanche con il cambiare dell’altra persona.

Se qualcuno ha qualcosa da dire in contrario a questa affermazione, se qualcuno non la reputa veritiera allora fate finta che io non abbia scritto niente, ma in quel caso nessuno avrà mai provato questo immenso sentimento.

Quello dell’amore eterno e indissolubile; l’amore vero, quello che non deve e non può essere condizionato da niente e nessuno, né da altre persone, né dalla distanza…nulla può contrastare un amore se questo è un amore vero…

Il vero amore è quando ti piace una persona sia dentro che fuori e accetti i suoi difetti insieme ai suoi pregi.

Non sia mai ch’io ponga impedimenti

all’unione di anime fedeli; Amore non è Amore

se muta quando scopre un mutamento

o tende a svanire quando l’altro s’allontana.

Oh no! Amore è un faro sempre fisso

che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;

è la stella-guida di ogni sperduta barca,

il cui valore è sconosciuto, benché nota la distanza.

Amore non è soggetto al Tempo, pur se rosee labbra e gote

dovran cadere sotto la sua curva lama;

Amore non muta in poche ore o settimane,

ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio:

se questo è errore e mi sarà provato,

io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.

(Sonetto 116) William Shakespeare

Il sonetto 116 descrive l’amore nella sua forma più ideale. È elogiare le gioie degli amanti che sono arrivati l’uno all’altro liberamente, ed entrano in una relazione basata sulla fiducia e la comprensione. Le prime quattro righe rivelano il piacere del poeta nell’ammirare l’amore che è costante e forte, e che non cambierà quando avverranno dei cambiamenti che proveranno a scuoterlo, proveranno a farlo cadere. Le righe seguenti proclamano che il vero amore un è faro sempre fisso che sopravvivrà’ per sempre alle crisi. Nelle righe sette e otto, il poeta afferma che forse possiamo essere capaci di misurare l’amore al grado più estremo, ma questo non significa che lo comprendiamo pienamente.

L’effettivo valore dell’amore non può essere conosciuto: rimane un mistero. Le righe che rimangono della terza quartina, riaffermano la natura perfetta dell’amore, che è incrollabile e resiste alle intemperie del tempo, e rimane così anche fino al giorno estremo del giudizio e, quindi, alla morte. Nelle ultime due righe Shakespeare, tramite il protagonista dei sonetti (il poeta, quindi egli stesso) dichiara che se dovesse sbagliarsi a proposito della natura costante, inamovibile e perfetta dell’amore, allora e come se non avesse mai scritto, ovvero rinnegherebbe tutto quello che ha scritto in precedenza riguardo a questi temi e a quelli della verità e della fede. Inoltre, aggiunge che se lui dovesse aver sbagliato così tanto nel giudicare e descrivere l’amore, allora nessun uomo ha mai veramente amato, nel senso profondo descritto dal poeta.