Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

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Luoghi, personaggi, fatti e leggende

di Luciana Benotto

Cogne: una località per tutte le stagioni

Cogne, circondata dalle montagne più alte d’Europa quali il Monte Bianco e la vetta del Gran Paradiso, è una cittadina d’antica origine che si trova ai margini di un’ampia distesa verde: il grande prato di Sant’Orso (che d’inverno si trasforma in piste di sci da fondo), la cui integrità è salvaguardata da una legge statale che impedisce di costruire. Già nel XIII secolo il paese era un importante centro minerario per l’estrazione della magnetite e, in memoria di quel passato, è possibile visitare la miniera abbandonata Colonna a bordo di un trenino d’epoca che la percorre per 1,5 km. sino a giungere alla fine della galleria di carreggio e da lì, l’emozionante viaggio prosegue e piedi; in località Buttigliera si trova invece il Museo della Miniera, ospitato nel vecchio villaggio dei minatori, chiamato Anselmetti, dove si possono vedere foto, plastici, testi e macchinari che illustrano quella dura attività.

Tra le case di pietra e legno del borgo, nella parte vecchia dell’abitato, sorge il semplice castello che Vittorio Emanuele II era solito abitare quando andava lassù per le sue partite di caccia, mentre la parrocchiale di Sant’Orso sorge nella frazione di Lisardey. La sua fondazione rimanda ad una leggenda, si narra infatti, che nel 1202 gli abitanti di Cogne, che per assistere alla messa domenicale dovevano scarpinare fino alla cappella di Crêt, decisero di edificare una chiesa più vicina, lungo la riva destra del torrente. Accadde che quando sul posto vennero portate delle reliquie, queste scomparvero e vennero ritrovate sulla riva opposta. Nonostante i tentativi di riportarle al luogo scelto, esse si ritrovavano sempre al di là del corso d’acqua, fu così che Sant’Orso fu edificata sulla riva sinistra. Alla chiesa si accede tramite un portale un tempo conosciuto col nome di porche de marriage, poiché sotto di esso si svolgevano i riti preliminari di matrimonio. L’interno custodisce preziosi altari lignei, statue e un organo con 1.636 canne. In via Grappein, presso la Maison de Pitz, si trova la Mostra permanente del Merletto, un’attività importata alla metà del ‘600 da alcune monache benedettine fuggite dal monastero di Cluny, che qui trovarono un rifugio sicuro. I pizzi, fatti al tombolo e detti dentelles de Cogne, sono oggi realizzati da quaranta merlettaie, che con le loro abili dita intrecciano i fuselli per creare trine da applicare alle tovaglie, alle lenzuola, ai colletti, ma pure abat jour, portabottiglie e copri vassoi.

Il paese offre poi la possibilità di praticare molti sport: kayak, pesca sportiva, minigolf, bocce, tennis, calcetto ed equitazione. E per gli amanti del trekking non mancano certo i sentieri e le mulattiere, visto che il territorio comunale è per metà incluso nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, che protegge stambecchi, camosci, marmotte, ermellini, pernici, aquile e gipeti, che si possono facilmente incontrare durante le passeggiate. Ricchissima è anche la flora alpina che meglio si potrà riconoscere dopo aver visitato il Giardino Alpino Paradisia (aperto fino al 15 settembre), collocato proprio all’ingresso del parco. Non resta che ritemprarsi col Genepì e l’Herbetet, liquori da consumarsi dopo aver gustato la fonduta, la costoletta alla valdostana, la cacciagione in salmì ed altre tipiche golosità.

Come arrivare

In auto: A4 direzione Torino, a Santhià prendere la A4/5 fino ad Aosta ovest, da qui la S.S. 507 porta a Cogne.

In treno: Stazione F.S. a Sarre e collegamento di autobus.