Ale Fortebraccio

Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri

Hannah Lynn

Il segreto di Medusa

Qualche tempo fa avevo fatto una lunga immersione in libri che riprendevano miti greci o fornivano riletture dei poemi omerici; e così dopo La canzone di Achille, Circe e Galatea di Madeline Miller, Il canto di Calliope della Haynes, Il canto di Penelope della Atwood e L’Odissea di Marilù Oliva, mi sono dichiarata soddisfatta ed ho abbandonato il filone. Ma un paio di giorni fa ci sono ricascata e mi sono fatta tentare da questo “Il segreto di Medusa. Tutta un’altra storia” di Hannah Lynn, che costituisce il primo volume di una trilogia dedicata alle figure femminili della mitologia greca. Di Medusa conoscevo la sua morte avvenuta per mano di Perseo ma questa storia si rifà invece ad una leggenda che si ritrova nelle Metamorfosi di Ovidio: Medusa era una giovinetta bellissima che per sfuggire alle brame degli uomini diventa sacerdotessa di Atena rifugiandosi nel suo tempio. Dopo che è stata violentata da Poseidone, Atena la trasforma in una Gorgone, un mostro con i capelli serpentiformi, i denti affilati e gli occhi in grado di pietrificare tutti quelli che incrociano il suo sguardo, non riuscendo a perdonarla per la profanazione del tempio. Medusa si rifugia in un’isola deserta assieme alle sorelle, che sono state trasformate in mostri alati, ed è qui che il suo destino la porta ad incrociare Perseo, che ha accettato di ucciderla per liberare la madre Danae da un matrimonio indesiderato con il re di Serifo.

Devo dire che le storie narrate dal punto di vista femminile mi continuano ad intrigare, tanto che le mie letture sono piene di libri che raccontano i soprusi subiti ma anche le battaglie che le donne da sempre hanno dovuto combattere per non essere violate, per non diventare prede, per essere padrone della loro vita. E così anche Medusa e la sua “tutt’altra storia” ben si inserisce accanto a figure come quelle della mangia peccati di Megan Campisi, alle donne del manicomio di Själö de L’isola delle anime di Johanna Holmström, a Maren, Kirsten, Diinna, ed alla dolce Ursa di Vardø – Dopo la tempesta di Kiran Millwood Hargrave ed a tante altre delle mie recenti e meno recenti letture.

E così le domande di Medusa diventano quelle di tutte queste donne, comprese quelle di carne e sangue che vivono ai nostri tempi e spesso in situazioni molto meno fortunate delle nostre: “Perché si considerano instabili le donne? Impugnano un coltello più volte in un giorno di quanto farà mai un uomo in tutta la sua vita, eppure non sono le donne a pugnalare i mariti quando li sospettano di adulterio. Formano gruppi di amiche dai legami più resistenti dell’acciaio, eppure non sono le donne a picchiare a morte i mariti insieme ai loro accoliti quando riecheggia nell’aria appena una traccia di misfatto. Non sono le donne che richiedono un’amante dopo l’altra, per poi fare promesse d’amore che si rimangiano non appena compaiono capelli più scuri e occhi più luminosi. Ci accusano di continuo di essere emotive, irrazionali. Le donne non si ubriacano come gli uomini per poi insultare degli sconosciuti o lanciare pietre in segno di protesta. Le donne usano le parole e la ragione laddove gli uni utilizzano i pugni e la forza bruta. Allora perché veniamo sempre per seconde? Perché, mia dea? Perché siamo sempre seconde, noi?”

Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

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