“Carrie Lam”

Come promesso nell’articolo della scorsa settimana, eccomi oggi a scrivere del “Banksy cinese” Badiucao

“Ai”

La sua prima mostra italiana, ed europea, ha fatto tappa a Brescia al Museo Santa Giulia, tra dicembre 2022 e gennaio 2023. Il giorno dell’apertura della mostra l’entrata del museo era presidiata dalla polizia. Erano presenti le forze dell’ordine poiché pochi giorni prima dell’inaugurazione, l’ambasciata della Repubblica Popolare Cinese ha inviato una lettera al comune di Brescia, dove veniva richiesta la cancellazione della mostra dell’artista cinese. Il tentativo di censura è stato respinto dalla città di Brescia, che ha aperto le porte all’artista.

“Tiger Chair”

Da alcuni anni Badiucao, artista dissidente, vive e lavora in Australia. La mostra ripercorreva sia la sua pratica artistica che la storia del suo paese, affrontata con lo sguardo di chi ha preso consapevolezza e coraggio per raccontare le contraddizioni ed i pericoli del governo cinese.

“Myanmar Strikes Back”

Badiucao ha studiato legge all’università, non ha quindi una formazione artistica. Proprio durante quegli anni dell’università è venuto a contatto per la prima volta con i filmati della protesta di Piazza Tienanmen, di cui Badiucao non aveva mai sentito parlare.

“Tank Man, 4 giugno 2018”

Questo avvenimento ferisce l’animo di Badiucao e da quel momento inizia la sua carriera artistica

“Dreams”

Una delle più significative opere che si incontravano all’inizio della mostra era “Dreams”, un letto il cui materasso era composto da 4000 matite ben appuntite, made in China, ad indicare la posizione scomoda di un artista dissidente come lui. Badiucao a questo proposito ha detto: “ Temo che se scelgo di rimanere in silenzio e vivere una vita comoda, me ne pentirò per il resto della mia vita.”

“Covid Xi Photo- Father”

Sono presenti fotografie “di famiglia” che ritraggono il presidente cinese mentre allatta un virus, il Covid-19, come un figlio: Badiucao sottolinea di non avere una posizione complottista riguardo la pandemia, ma riconosce una responsabilità al governo cinese, legata alla censura.

“Watch”

Un’altra opera che mi ha molto colpita è “Watch”, un’installazione composta da 64 orologi disegnati su carta con il sangue di Badiucao. Tra i disegni compare un solo reale orologio, che è uno degli originali consegnati dal governo cinese, come ringraziamento, ai soldati che fermarono la protesta di Piazza Tenanmen.

“Winnie the Trophies”

Le opere più celebri dell’artista sono certamente le stampe che vedono affiancare il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xijinping alla figura di Winnie the Pooh, personaggio del noto cartone animato, censurato in Cina dopo che la sua immagine era stata affiancata a quella del presidente in numerosi meme online.

“Nike”

Badiucao mostra solidarietà denunciando, con installazioni artistiche, il genocidio culturale degli Uiguri e la situazione di sfruttamento a cui è sottoposta l’etnia Uigura che abita lo Xinjiang, regione del territorio cinese autonoma dal 1955. Qui molte delle più grandi multinazionali appaltano a produttori terzisti, che sfruttano il lavoro della minoranza Uigura. Badiucao mette s fuoco il problema attraverso delle stampe che mostrano il problematico rapporto tra famosi marchi, (Coca-Cola, Muji, Nike ecc.), e il territorio dello Xinjiang.

“Forgotten”

Badiucao è un’artista post- traumatico; guarda alle ferite del suo paese portandole sul suo stesso corpo, ripercorrendo la storia della Cina in un processo di ricostruzione di una memoria collettiva che troppo spesso, nel tempo, è stata corretta e censurata.

“This Is Why They Buy Our Baby Formula” Questa è l’opera che più mi ha sconvolta personalmente, latte in polvere contaminato da sostanze chimiche che ha ucciso tantissimi neonati cinesi.

Se Badiucao ti ha incuriosito sostienilo sui social, dove è molto attivo, in attesa di una nuova mostra in Italia.

📸 Nicoletta Zappettini