Olio su tela di Gianna Binda, la Rinascita, simbolo ed emblema di un popolo vessato

Carissimi lettori e lettrici,

sono stata molto impegnata e vi confesso che, troppo spesso, mi sembra di vivere in guerra. Sembra di essere immersi in una continua e logorante guerra mirata alla sopravvivenza. Eppure viviamo in un mondo che appare dorato, ma non certo ad un attento osservatore. Al di là della mia storia personale, in cui ritengo di essere stata vittima di una truffa legalizzata, credo che tutti stiamo vivendo in un mondo di contrari dove, con il denaro pubblico, si avvantaggiano dei privati che sottraggono persino beni pubblici. Vi invito a leggere questo articolo, il cui link posto ora, che mi pare molto interessante poiché afferma ciò che, da anni, sto ripetendo, inascoltata. Si tratta di un’analisi, compiuta dalla professoressa Maria Elisa Sartor, a contratto presso il Dipartimento di Scienze Cliniche e di comunità dell’Università degli Studi di Milano, di come la sanità lombarda, con la trentennale gestione di “centrodestra” abbia divorato la sanità pubblica a favore di quella privata e sia giunta “all’emergenza” Covid-19 assai impreparata anche a causa di tale opera.
Ecco il link:

Così il centrodestra ha distrutto la sanità pubblica in Lombardia

Sul banco di accusa sarebbe da collocare il processo di privatizzazione del Sistema Sanitario Regionale (SRR) della Regione Lombardia, stravolto dapprima dal Presidente della Giunta lombarda Roberto Formigoni ( condannato nel 2019 in via definitiva per “mazzette sanitarie” ed oggi libero cittadino) con la legge regionale 31/1997 e poi dal leghista Roberto Maroni con la LR 23/2915 che ha modificato, in modo incisivo, l’ordinamento dei servizi sanitari in Lombardia fino ad arrivare ai giorni nostri.

Di fatto lo stravolgimento sanitario ha portato anche alla costituzione di ben tre SpA, di cui oggi è rimasta ARIA SpA ( che comporta notevoli costi per il cittadino), una società creata per governare la spesa pubblica e per affiancare la Regione Lombardia nella trasformazione digitale. Peccato, che nella gestione della componente SISS, due anni fa, alcune farmacie si siano trovate nell’incapacità di fornire medicinali ai pazienti su ricetta mutuabile, in quanto avevano il SISS bloccato da ARIA SpA. La farmacia si trova ora costretta a sottoscrivere un contratto con un fornitore che abbia ad oggetto i servizi di gestione delle prestazioni di lavoro SISS.

Fonte: https://www.ariaspa.it/wps/portal/Aria/Home

Tale stravolgimento, a livello di Regione Lombardia, è una realtà “invisibile” ai cittadini ed ai giornali ed è mirato allo sbilanciamento verso gli interessi “privati” che tuttora proseguono.

Confesso che anche un attento osservatore, pur esperto in materia sanitaria, si perde in questi rivoli legislativi mirati a privatizzare un bene pubblico che, a mio parere, tale deve restare. Negli ultimi anni è diventato quasi impossibile ricevere una prestazione sanitaria “mutuabile” ed il paziente deve ricorrere a servizi a pagamento per far fronte ai propri bisogni in materia di salute nonostante il diritto alla salute sia sancito nell’articolo 32 della Costituzione italiana. Alla luce di quanto emerge si comprende come un simile sistema dovesse cancellare la “memoria storica” della Lombardia e, forse non a caso, proprio in Lombardia si sono verificati i trentatré mila decessi in periodo di Covid. Invito tutti i cari lettori e le care lettrici a meditare sui fatti così da poter appurare delle verità.

Vi invito a visionare il link della presentazione del mio libro: “Quel ramo del lago di Como…quello che ne resta”, in cui declamo una mia “poesia” che cita “un mirabile passaggio di denaro che, da pubblico, diventa privato”.
Ecco il link:

Video-presentazione del mio scritto del 2012 “Quel ramo del lago di Como…quello che ne resta” in cui declamo la poesia inerente il passaggio di denaro da pubblico a privato:
La Natura piange

Questa strana primavera 
vede la Natura
piangere inconsolabilmente
davanti ad un tale imbroglio
che l’accomuna a noi
“poveri mortali”.
Mani contaminate
hanno cancellato le bellezze naturali
per costruire e cementificare
distruggere e depredare.
Hanno distrutto quanto di bello
l’uomo aveva lasciato
in un mirabile passaggio di denaro 
che da pubblico diventa privato
Ai posteri l’ardua sentenza.

Ad maiora!