Foto di repertorio

La grande truffa delle banche, di Andrea B. Nardi

Da cinquant’anni due cose abbiamo capito, sono fondamentali, e credo di averle spiegate molto bene nel mio recente saggio*.

* L’autore si riferisce al volume di Andrea B. Nardi, Lo Stato senza tasse, Robin Edizioni (2022): le tasse non servono assolutamente a sostenere la spesa pubblica: essa si può sostenere e potenziare molto di più pur — e tanto più — in assenza di tassazione. Le tasse sono soltanto un furto a danno dei cittadini e occorre abolirle. Abolire le tasse permette una crescita economica e un progresso politico, sociale e culturale senza precedenti. La società contemporanea ha necessità di compiere una nuova rivoluzione copernicana in funzione di un rinnovamento della democrazia: per farlo, deve abbandonare radicalmente le attuali politiche economiche e fiscali repressive, autoritarie, liberticide, create per favorire il potere bancario privato, e adottare il nuovo sistema di finanziamento pubblico.

1) Il denaro si crea dal nulla. Dietro di esso non c’è niente, non occorre convertirlo in niente, non abbisogna di nessun’altra garanzia che l’accordo fra i cittadini di uno Stato a utilizzarlo. Il denaro è solo un contratto convenzionale fra due parti per gestire i loro debiti e crediti, alla cui base c’è il pagamento di un lavoro (corresponsione di beni o servizi). Il denaro è solo il simbolo di un lavoro venduto a un acquirente. Quindi la produzione di denaro è illimitata, non vi potrà mai essere penuria di denaro così come non vi potrà mai essere penuria di metri… Il denaro è creato dal nulla come simbolo contrattuale e legale di un lavoro venduto, e, finché ci sarà un lavoro da vendere e da comprare, non potranno mai mancare i contratti che ne risolvono i relativi pagamenti, ossia il denaro. Esso dà a sua volta diritto a un ulteriore credito per comprare altro lavoro. Come oggi già succede, il denaro è prodotto illimitatamente poiché illimitata è la richiesta di lavoro. 

2) Il denaro oggi è creato dal nulla dalle banche private, invece che dagli Stati sovrani. Purtroppo questo meccanismo vizioso, illogico, demenziale, truffaldino, ignobile è in voga da un secolo a questa parte, e costituisce esattamente il più grande problema dell’umanità, causa di ogni tragedia esistenziale dei popoli. Le banche centrali private hanno convinto Governi corrotti, ignoranti e irresponsabili a essere solo loro le creatrici di denaro, e uniche prestatrici di moneta agli Stati sovrani, dietro compenso di interessi che gli Stati nazionali – resisi impossibilitati a creare denaro – pagano con l’imposizione di tasse ai cittadini.

Oggi le banche centrali private, gli istituti commerciali privati, le finanziarie private costituiscono una vera e propria associazione a delinquere di stampo mafioso che ha monopolizzato senza nessun motivo razionale, giuridico o economico la produzione di denaro, la quale invece spetta agli Stati sovrani tramiti i rispettivi ministeri del tesoro. Gli azionisti proprietari e i consigli d’amministrazione del sistema bancario privato internazionale dovrebbero essere arrestati e condannati a vita per i crimini contro l’umanità.

L’unica banca centrale al mondo di proprietà statale è la banca centrale della Repubblica Popolare Cinese, che, creando denaro dal nulla, ha potuto, nel giro di cinquant’anni, far diventare la Cina da nazione miserabile con quaranta milioni di morti per fame a maggior potenza industriale mondiale. Gli altri Stati invece persistono nella follia di elemosinare e farsi prestare il denaro dalle banche private che lo creano dal nulla, e seguitano a tramandare la menzogna che esso sia creato a debito, mentre è creato con click sui computer senza alcuna spesa.

Le nostre generazioni si trovano di fronte a un risorto neo feudalesimo, in cui si sono completamente perdute le conquiste democratiche del Novecento, in cui la società è nuovamente divisa in caste di dominanti privilegiati e di servi glebizzati, dove i primi ottengono continue leggi a proprio esclusivo favore e i secondi sono viepiù defraudati da tutti i diritti civili, sociali e politici. Dove è stato annullato e calpestato il sacro principio secondo cui gli uomini sono tutti uguali nelle loro possibilità, opportunità e diritti. Dove le repubbliche sovrane si sono fatte trafugare delle proprie prerogative dal consesso elitario di istituti di credito privati e multinazionali miliardarie, e devono mendicare in ginocchio alle banche centrali private il denaro che potrebbero crearsi da sé stesse.

Per ripristinare la democrazia planetaria, ormai sostituita dalla speculazione dei mercati e da legislazioni corrotte onnicomprensive della vita del cittadino, c’è una prima unica grande opera iniziale da compiere: mettere fuorilegge l’attività delle banche centrali. Lo Stato deve assolutamente recuperare la propria capacità di emettere moneta, e deve farlo in totale deficit, senza alcun problema dacché non si creerà inflazione fin quando esisterà la necessità di spesa pubblica – cioè sempre: costruzione e manutenzione di infrastrutture, ospedali, scuole, reti energetiche, stipendi pubblici, ecc. –.

Occorre marginalizzare la funzione delle banche commerciali alla medesima guisa di qualsiasi altra attività commerciale, come un negozio o un supermercato: chi voglia affidare i propri denari a una banca privata per investirli e speculare sarà libero di farlo, a suo rischio e pericolo. Chi, al contrario, vorrà semplicemente un luogo per depositarli dovrà poter avere a disposizione un sistema affatto esterno al circuito borsistico e finanziario privato.

Questo sistema verrà messo a disposizione dallo Stato, ossia dalla comunità democratica dei cittadini, con un puntuale organismo di Casse di Deposito e Prestito Pubblico svincolate per legge da ogni connessione con le banche private commerciali. Nelle Casse Pubbliche, garantite dallo Stato, il cittadino potrà depositare i suoi risparmi ed eventualmente ottenere prestiti, nulla di più.

Tutta la legislazione bancaria che sta asfissiando e strangolando l’intera vita quotidiana degli individui, a unico beneficio dei gruppi finanziari privati, deve essere rimpiazzata da norme a tutela e garanzia dei diritti delle persone.

La democrazia è quotidianamente uccisa dalle banche: dobbiamo liberarci dai banchieri per liberare la democrazia.

* L’autore si riferisce al volume di Andrea B. Nardi, Lo Stato senza tasse, Robin Edizioni (2022): le tasse non servono assolutamente a sostenere la spesa pubblica: essa si può sostenere e potenziare molto di più pur — e tanto più — in assenza di tassazione. Le tasse sono soltanto un furto a danno dei cittadini e occorre abolirle. Abolire le tasse permette una crescita economica e un progresso politico, sociale e culturale senza precedenti. La società contemporanea ha necessità di compiere una nuova rivoluzione copernicana in funzione di un rinnovamento della democrazia: per farlo, deve abbandonare radicalmente le attuali politiche economiche e fiscali repressive, autoritarie, liberticide, create per favorire il potere bancario privato, e adottare il nuovo sistema di finanziamento pubblico.

Biografia Andrea B. Nardi 

  • Sono nato nel 1963.

    Venni alla luce tra il deserto libico e il mare. C’era profumo di arance, mio nonno sempre a cavallo, palme e sabbia, ed io fino a sei anni ho creduto d’essere l’unico bambino al mondo. Poi ci fu una rivoluzione. Non tornai mai più in Libia.

    Sono cresciuto in posti diversi, all’università studiai Giurisprudenza e Filosofia, i mestieri furono parecchi e i luoghi dove ho vissuto pure. Per anni ho fatto il velista di professione; credo sia bello solo ora a ripensarci.

    Adesso avrei tempo per i miei libri. Forse. Ma la verità è che non c’è più molto tempo. Non ce n’è mai stato. Le cose non sono sempre andate come previsto, e io non ne ho più voglia.

    Da molto tempo la mia casa è fuori dall’Italia, in un luogo calmo dove evito accuratamente frequentazioni e conoscenze.
    Nella mia vita desidero avere un unico sogno, mia moglie Rossella, bella come il mare, per sempre assieme. Con lei siamo spesso a cavallo nelle praterie degli Stati Uniti dove ci aggreghiamo ai cowboys che spostano le mandrie. Pare evidente d’essere nati nel secolo sbagliato.

    Di tanto in tanto lavoro da volontario in un canile. Non so se esista un’altra scocciatura dopo questa buffonata della vita, spero soltanto, una volta morto, che mi corrano incontro tutti i cani che ho conosciuto nei miei anni, e che continuo ad allevare.
  • Difenderò sempre la democrazia americana, la più vecchia del mondo, contro chi l’aggredisce in nome di oscurantismi tirannici. Credo nell’Occidente (unico luogo ove si protegge la democrazia), e credo nei suoi figli: la carità cristiana (raro messaggio d’amore e tolleranza), e la ragione illuminista (che consente di criticare perfino la ragione stessa).
  • Combatto contro il neo feudalesimo finanziario che sta divorando tutti i diritti democratici occidentali.
  • Sono un amico del popolo ebraico e auspico lunga vita allo Stato d’Israele.