Aula inferiore

L’edificio, costruito verso la metà del XII secolo, è a pianta quadrata ed è coronato all’esterno da un tiburio ottagonale con loggetta cieca formata da colonnine e capitelli altomedievali di riempimento.

Nella muratura a conci ben squadrati di pietra locale, sono inseriti blocchi di pietra di età romana, anche con iscrizioni.

Scalinata che collega i due piani

L’interno è diviso in due piani collegati da una splendida scala ricavata nella muratura del lato settentrionale.

Piano inferiore

L’ambiente al piano inferiore è coperto da quattro volte a crociera sostenute da un pilastro centrale costituito da un’ara romana con l’iscrizione: “ Deo soli res pvbl (ica)” che tradotto è: “La comunità (dedica) al dio Sole”

Aula superiore con Croce di Desiderio al centro

Al piano superiore un’unica aula quadrata con tre absidiole è coperta da una cupola emisferica di uno splendente cielo di colore blu lapislazzulo e stelle in ottone dorato, mentre le pareti sono state affrescate dall’artista bresciano Floriano Ferramola e i suoi allievi nel 1513. La cupola emisferica è raccordata alle pareti tramite pennacchi.

Cupola dell’aula superiore

L’edificio che aveva precise funzioni nella vita liturgica del monastero, era utilizzato anche per la custodia di un gruppo di reliquie e di suppellettili sacre.

Le reliquie, con i manufatti di pregio che le racchiudevano, consacrati nella loro stessa funzione, costituivano il “tesoro spirituale” del monastero, e ne accrescevano il prestigio.

Lipsanoteca

Il tesoro era custodito nell’aula superiore di Santa Maria in Solario, forse dall’epoca stessa della sua costruzione; dall’aula le reliquie venivano trasferite in Sal Salvatore in occasione delle festività solenni, con suggestive processioni illuminate da ceri.

La Lipsanoteca, chiamata “sepolcrum eboris“ (sepolcro d’avorio) perché era considerata simbolo del sepolcro di Cristo e forse conteneva un frammento di pietra ritenuto proveniente dal Sacro Sepolcro.

Croce di Desiderio (vista posteriormente)

Al piano superiore invece, oltre alla meravigliosa cupola blu lapislazzulo e gli affreschi della bottega del Ferramola, è conservata la Croce di Desiderio.

La tradizione vuole che la croce, d’uso probabilmente processionale, sia stata donata al monastero dallo stesso Re Desiderio.

Croce di Desiderio (vista anteriormente)

È formata da una struttura in legno, rivestita da lamine metalliche ribattute sui fianchi e fissate con chiodi.

Particolari delle pietre della croce di Desiderio

Sulle lamine sono incastonati 212 elementi decorativi: pietre dure, cammei, pietre incise e gemme vitree. Delle gemme che coprono con uno schema decorativo le facce della croce, molte sono di epoca romana, altre di età tardolongobarda e carolingia, altre ancora integrate in tempi successivi.

All’incrocio dei bracci si trova su ogni faccia un grande tondo: quello sul recto fa da sfondo alla figura di Cristo in trono, databile al X secolo; l’altro tondo (quello che vedi anteriormente) è un crocefisso, aggiunto al manufatto nel XVI secolo.

Ho trovato davvero importante per poter ammirare tutte le opere dell’aula superiore, l’illuminazione chiamata “mesopica”; un tipo di illuminazione che esalta in alternanza la Croce di Desiderio e gli splendidi affreschi circostanti.