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I Paesi dell’est Europa hanno registrato i tassi più alti: oltre il 20% in Lettonia e Lituania, 17,5% in Estonia, 15% in Slovacchia. Male anche l’Olanda, con un tasso dell’11% anno su anno e un +0,7% sul mese precedente. L’Italia, rispetto a Francia, Germania e Spagna, sconta il fatto di essere molto dipendente dalle importazioni di energia e di produrre metà dell’elettricità con il gas.

Da Il Fatto Quotidiano 6 gennaio 2023

I dati diffusi venerdì da Eurostat lo confermano: tra i grandi Paesi dell’eurozona, l’Italia è quello in cui a dicembre il tasso di inflazione si è mantenuto su livelli più alti. L’indice dei prezzi al consumo armonizzato (HICP), quello utilizzato dall’istituto di statistica europeo per confrontare l’andamento dei prezzi nei diversi paesi, si è attestato in Italia al 12,3% anno su anno (+0,2 sul mese precedente) contro il 9,6% della Germania, il 6,7% della Francia e il 5,6% della Spagna. La media dell’area euro è del 9,2% perché i Paesi dell’est Europa hanno registrato tassi altissimi: oltre il 20% in Lettonia e Lituania, 17,5% in Estonia, 15% in Slovacchia. Male anche l’Olanda, con un tasso dell’11% anno su anno e un +0,7% sul mese precedente.

Guardando alle principali componenti è evidente che a pesare in maniera determinante è ancora l’energia, in progresso del 25,7% (comunque meno rispetto al 34,9% di novembre), seguita da cibo, alcol e tabacco (13,8%, rispetto al 13,6% di novembre), beni industriali non energetici (6,4%, rispetto al 6,1% di novembre) e servizi (4,4%, rispetto al 4,2% di novembre). Questo spiega anche la posizione dell’Italia nella classifica dei rincari: è tra i Paesi più dipendenti dalle importazioni di energia, produce metà dell’elettricità con il gas e sui consumi energetici pesano più che altrove le imposte.