Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

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Lo Stato senza tasse, di Andrea B. Nardi. Robin Edizioni

Andrea B. Nardi – saggista, romanziere e traduttore – mette in questo testo di economia politica le sue doti di intellettuale di formazione filosofica e giuridica per presentare una fortissima denuncia politica e una proposta economica sorprendentemente innovativa: costituire uno Stato in cui non abbia più posto la tassazione, in cui l’imposizione fiscale sui cittadini sia definitivamente abolita in quanto non necessaria alla spesa pubblica, mentre quest’ultima sia sostenuta da un sistema finanziario e monetario affatto diverso, tanto rivoluzionario quanto concretizzabile. Nardi si avvale non solo delle contemporanee posizioni scientifiche d’avanguardia sviluppate in alcuni atenei statunitensi, e non solo delle teorie di grandi pensatori moderni e del recente passato, ma soprattutto su fatti e comportamenti già ampiamente presenti nel panorama politico e finanziario mondiale, tuttavia negletti dalle concezioni tradizionali sia in ambito accademico sia nella visione dell’uomo comune. E, proprio per spiegare le resistenze mentali ad abbandonare sistemi economici classici, Nardi si destreggia in indagini storiche, sociologiche e psicologiche, senza tuttavia trascurare l’analisi delle spinte malevole e dolose di chi, oggi, sta – purtroppo, con successo – esautorando sempre più i diritti civili, sociali e politici dei cittadini dalla democrazia repubblicana, per sostituirvi gli interessi dei grandi gruppi commerciali privati.

Prendendo le mosse dalla visione originale in cui sia lo Stato stesso sia la sua moneta non esistano in sé, non abbiano alcun valore intrinseco e siano totalmente privi di realtà, esistendo, al contrario, soltanto come semplici convenzioni, come patti fra cittadini, simboli e non entità autonome, l’autore illustra le fondamentali conseguenze che ne derivano, fino appunto alla cancellazione delle tasse dalla vita delle nazioni, il che produrrebbe un cataclisma ideologico copernicano non solo nella prospettiva giuridica attinente alle funzioni dello Stato, ma soprattutto nello sviluppo e nel progresso sociale ed economico dei popoli.

Così si legge nella quarta di copertina:

“Aboliamo le tasse poiché non è vero che allo Stato occorra l’imposizione fiscale!”

Tutto ciò che vi hanno sempre insegnato sui meccanismi finanziari dello Stato è falso, e chi ci governa lo sa benissimo.

Le tasse non servono assolutamente a sostenere la spesa pubblica: essa si può sostenere e potenziare molto di più pur — e tanto più — in assenza di tassazione. Le tasse sono soltanto un furto a danno dei cittadini e occorre abolirle. Abolire le tasse permette una crescita economica e un progresso politico, sociale e culturale senza precedenti. La società contemporanea ha necessità di compiere una nuova rivoluzione copernicana in funzione di un rinnovamento della democrazia: per farlo, deve abbandonare radicalmente le attuali politiche economiche e fiscali repressive, autoritarie, liberticide, create per favorire il potere bancario privato, e adottare il nuovo sistema di finanziamento pubblico che qui spiegheremo.

Con questo libro scoprirai:

• Quanto le tasse siano inutili

• Come finanziare lo Stato senza alcun prelievo fiscale

• Quante menzogne vengono raccontate ogni giorno ai cittadini.

Arricchito dalla prefazione di Diego Fusaro, questo libro appare come una lettura davvero avvincente grazie allo stile dell’autore volutamente semplice e divulgativo, privo di grafici e riferimenti matematici, improntato a iniziare a modificare la visione comune, ancestrale, delle persone sull’attuale sistema istituzionale e di governo, per progredire, invece, verso una società assai più equa e umana.

http://www.robinedizioni.it/nuovo/lo-stato-senza-tasse

www.andreanardi.it

Note biografiche autore

Sono nato nel 1963, e sono ancora vivo. Più o meno.

Venni alla luce tra il deserto libico e il mare. C’era profumo di arance, mio nonno sempre a cavallo, palme e sabbia, e io fino a sei anni ho creduto d’essere l’unico bambino al mondo. Poi ci fu una rivoluzione. Non tornai mai più in Libia.

Sono cresciuto in posti diversi, ho studiato in Italia, viaggiato in Africa, abitato negli Stati Uniti, in Germania Ovest, Francia, Spagna. Da molto tempo la mia casa è in un luogo calmo dove evito accuratamente frequentazioni e conoscenze. Nella mia vita voglio avere un’unica compagna, mia moglie Rossella, bella come il mare.

Anche di mestieri ne ho fatti parecchi – dopo l’università, Giurisprudenza prima, Filosofia poi -, dall’impiegato al redattore, skipper, addetto stampa, correttore di bozze, ho scritto libri per conto di altri. Ho sempre scritto cose, ma per mantenermi sono diventato perfino velista di professione. Ho navigato per anni a vela; è bello solo ora a ripensarci.

Un giorno feci l’esame da giornalista. Leggevo di arte, di storia, letteratura, anche politica: ho iniziato a raccontarne. Mi pagarono. Oggi curo mostre d’arte, recensisco artisti, firmo cataloghi.

Adesso avrei tempo per i miei libri. Forse. Ma la verità è che non c’è più molto tempo. Non ce n’è mai stato. Le cose non sono sempre andate come previsto, e io non ne ho più voglia. Così è più facile che c’incontriate, me e Rossella, in una spiaggia isolata, o a cavallo in campagna. Per sempre assieme.

Di tanto in tanto lavoro da volontario in un canile. Non so se esista un’altra scocciatura dopo questa buffonata della vita, spero soltanto, una volta morto, che mi corrano incontro tutti i cani che ho conosciuto nei miei anni.