Finanziera

La finanziera è un piatto tipico piemontese nato durante il medioevo. È un piatto povero, nato dal riutilizzo delle parti scartate durante la trasformazione dei galletti in capponi e di alcuni scarti di macellazione dei bovini.

Gli ingredienti, in quantitativi secondo il numero dei commensali, sono, nella sua versione attuale, prevalentemente costituiti da:

– parti molli di bovino quali animelle, filoni (midollo spinale), cervella;
– creste, bargigli, ovetti e fegatini di pollo;
– carne di manzo o vitello (fesa o filetto);
– salsiccia di maiale (eventuale);
– giardiniera sott’aceto e funghi conservati sott’olio.

Preparazione

La carne di manzo (o vitello) viene infarinata e fatta appena rosolare nel burro in una larga padella. Si aggiungono le parti molli di bovino e quelle del pollo, opportunamente e precedentemente mondate della eventuale pellicina e lavate in acqua corrente, la salsiccia (eventuale), e dopo un ulteriore, breve intervallo di cottura, si aggiunge acqua e si fa cuocere a fuoco medio; a metà cottura si aggiungono la giardiniera ed i funghi opportunamente scolati e, poco prima di finire, un cucchiaio di aceto ed un mezzo bicchiere di vino marsala secco; si sala e si fa addensare con un’ultima cottura a fuoco vivace e si serve ben caldo. Un buon complemento consiste nell’aggiungere verso fine cottura piselli freschi fatti cuocere a parte nel burro, in quantità tale però da non soverchiare le carni.
(Fonte: Wikipedia)

Immagine: il giornale del cibo.