Sono 6 milioni le persone con obesità, circa il 12 per cento della popolazione adulta residente in Italia, e il numero è destinato a salire se non agiamo subito. È quanto emerge dai dati raccolti e presentati a fine novembre scorso, nel 4° Italian Barometer Obesity Report, realizzato da IBDO Foundation in collaborazione con Istat, Coresearch e Bhave e con il contributo non condizionato di Novo Nordisk nell’ambito del progetto Driving Change in Obesity.

In Italia le persone in eccesso di peso sono più di 25 milioni, ovvero più del 46 per cento degli adulti (oltre 23 milioni di persone), e il 26,3 per cento tra bambini e adolescenti di 3-17 anni, (2 milioni e 200mila persone). In entrambe le fasce di età si osservano delle differenze in base al genere: fra gli adulti, le donne mostrano un tasso di obesità inferiore (11,1 per cento) rispetto agli uomini (12,9 per cento); più marcata la differenza nei bambini e adolescenti, dove il 23,2 per cento delle femmine è in eccesso di peso rispetto al 29,2 per cento dei maschi.

Anche a livello territoriale emergono significative differenze, a svantaggio del Sud e Isole, dove l’eccesso di peso risulta un problema più diffuso, e preoccupa soprattutto tra i minori: sono ben il 31,9 per cento al Sud e il 26,1 per cento nelle Isole i bambini e gli adolescenti in eccesso di peso, molti di più quindi rispetto al 18,9 per cento dei residenti del Nord-Ovest, al 22,1 per cento del Nord-Est e al 22 per cento del Centro. Diseguaglianze territoriali che si confermano anche per gli adulti, tra i quali il tasso di obesità varia dal 14 per cento al Sud e 13,6 nelle Isole, al 12,2 del Nord Est, fino al 10,5 per cento del Nord-Ovest e del Centro.

L’obesità è una sfida irrisolta di salute pubblica, che colpisce e condiziona la vita di troppe persone, i problemi di salute correlati si riflettono quotidianamente sulla qualità di vita, sui casi di …
… e porta a circa 57mila morti annuali solo nel nostro Paese” – ha spiegato Paolo Sbraccia , Vicepresidente IBDO Foundation e Professore Ordinario di Medicina Interna dell’Università di Roma “Tor Vergata”.

Il problema però è che spesso si ha un’autopercezione errata e si fatica a riconoscere in primis la malattia, infatti, l’11,1 per cento degli adulti con obesità e il 54,6 per cento degli adulti in sovrappeso ritiene di essere normo peso, lo stesso accade tra i genitori di bambini in sovrappeso o obesi, dove il 40,3 per cento ritiene i propri figli sotto-normo peso. Sottovalutare le cause e le gravi conseguenze di questa malattia o convincersi che si risolverà con la crescita porta però purtroppo a complicanze già in giovane età, con lo sviluppo di malattie croniche come problemi di salute mentale, disturbi cardiaci, diabete di tipo 2, nonché alcuni tumori e problemi a scheletro e articolazioni.

L’obesità è una malattia multifattoriale in cui l’apporto alimentare e l’attività fisica svolgono un ruolo rilevante nella determinazione e nella terapia della stessa malattia. Per questo è importante …
… e il rispetto per le persone con obesità, per cambiare il modo in cui viene vista, prevenuta e trattata questa malattia cronica” – ha dichiarato Marco Salvini , Senior Director External Affairs Novo Nordisk .