“Alessandria e Valenza sommerse dai rifiuti”

Il rapporto Legambiente presentato all’EcoForum di quest’anno, è inclemente con la città di Alessandria. Nel capoluogo di provincia il livello di raccolta differenziata raggiunge un misero 46,8%, ben lontano dal 65% previsto dal legislatore. Sembrerebbe che gli Alessandrini siano poco incentivati a diversificare i propri rifiuti, oppure le motivazioni sono più complesse?

“Sicuramente questo risultato negativo è la somma di diversi fattori trasversali, sociali, economici e culturali” esordisce così Giulia Bovone co Portavoce di Europa Verde – Verdi e parte del CdA del Consorzio di Bacino Alessandrino per la raccolta ed il trasporto dei Rifiuti Solidi Urbani.

Affinché un qualsiasi cambiamento nello stile di vita dei cittadini abbia buon esito è necessario che le regole siano chiare e semplici; i benefici per gli utenti evidenti e condivisi.

Non sempre il cittadino avverte le potenzialità della raccolta differenziata e spesso concepisce quest’attività come un gioco inutile o un’attività per chi non ha meglio da fare: uno spreco di tempo, insomma. Se, inoltre, il cittadino, che si trova in condizioni di svantaggio economico, dovrà affrontare altre priorità di vita, metterà la tutela dell’ambiente in secondo piano. Anzi, in questo caso il fatto di pagare una tassa sui rifiuti ritenuta sostanziosa, sarà ulteriormente disincentivante.

In questi anni poi, la popolazione alessandrina è cambiata e nella nostra città risiedono persone provenienti da tutto il Mondo. Sembrerà poca cosa, ma anche la barriera linguistica costituisce un fattore da non sottovalutare nell’analisi dei dati.

Non bisogna inoltre dimenticare il fenomeno della migrazione dei rifiuti dai paesi limitrofi. Problematica certo presente, ma che non giustifica da sola un risultato così basso.

Diversificare correttamente i rifiuti domestici non è solo un gesto positivo per l’ambiente, ma soprattutto un risparmio concreto per il cittadino. Se aumentasse la frazione di rifiuto da inviare al riciclo si otterrebbero importanti risparmi, che nel lungo potrebbero portare ad una riduzione della tassa sui rifiuti. In aggiunta una differenziata fatta bene scongiurerebbe la costruzione di nuove discariche, termovalorizzatori ed impianti di smaltimento, per motivi già noti, poco graditi alla popolazione di qualsiasi comune indicato ad ospitare gli impianti. 

Tutti gli Stati europei si stanno muovendo in maniera netta verso un’economia di tipo circolare, prevedendo nuove tasse per lo smaltimento di alcune categorie di rifiuti domestici ed incentivi al riciclo, anche con riconoscimenti monetari direttamente ai cittadini. Rimanere indietro significherebbe, per la città ed il territorio, perdere importanti opportunità e trovarsi in un futuro sempre più prossimo in condizioni di svantaggio.

“Aumentando la differenziata si eviterà di dover utilizzare nuovi impianti di smaltimento o stoccaggio rifiuti;” – conclude il co-portavoce Provinciale Raoul Oliva – “non vogliamo che il non raggiungimento di un obiettivo Europeo diventi la scusa per poter costruire un nuovo inceneritore sul nostro territorio!”.