Alessandria, post pubblicato a cura di Pier Carlo Lava 

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Costruitelo!

Domenico Ravetti – Consigliere regionale

La mia posizione sul nuovo ospedale ad Alessandria: “Cirio e Icardi non intendono valutare alternative perché hanno i soldi, i progetti e il terreno adatto? A loro non serve altro: allora COSTRUITELO!”.

Credo sia corretto il titolo: quella che leggerete è la mia posizione, non so se corrisponde esattamente alla posizione di tutto il gruppo dirigente del mio Partito provinciale e dell’intera maggioranza che in consiglio comunale sostiene Abonante.

Prima riflessione. L’ospedale attuale non corrisponde ai criteri della modernità che rendono competitiva una struttura ospedaliera rispetto ad altre. I costi energetici e la conformazione dei reparti sono oggettivamente lontani dagli standard qualitativi richiesti per ospitare la sanità del futuro. E’ palese che i fondi eccessivi destinati alla gestione e alla manutenzione ordinaria e straordinaria del Santi Antonio e Biagio potrebbero essere meglio impegnati nei servizi ai pazienti. Su questa prima riflessione non esiste persona dotata di intelletto che può sostenere il contrario.

Seconda riflessione. Esiste un piano per l’edilizia sanitaria in Piemonte votato all’unanimità che, tra le intenzioni, contiene la realizzazione del nuovo ospedale di Alessandria. Il costo dell’opera è indicativamente di 300 milioni secondo stime incerte basate su valori scientificamente non accertati dai tre stadi di progettazione utilizzati nelle opere pubbliche. Basti pensare che la rielaborazione dei costi di costruzione e gestione della Città della salute di Novara, simile al progetto alessandrino, ha portato la cifra finale dai 320 milioni stimati nel primo appalto fino ai 394 milioni valutati in seguito al riconteggio del valore delle materie prime e di altre poste di bilancio. Quindi i 300 milioni non sono sufficienti, ma non solo. Per partecipare al bando Inail, che secondo la Giunta regionale dovrebbe assicurare la copertura dei costi, è scritto nella dgr approvata in Consiglio regionale che si rende obbligatorio approvare successivi provvedimenti finalizzati alla copertura dei costi progettuali e degli arredi del nuovo ospedale. Ovvero svariati milioni la cui entità è vaga e non rintracciabile nella documentazione contabile regionale.

A proposito del bando Inail: è un bando, non una certezza. Riporto il link all’aggiornamento delle tabelle degli investimenti valutabili da Inail https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/10/10/22A05664/sg

Si evince abbastanza chiaramente che stiamo parlando di progetti candidabili ad ottenere finanziamenti, non di fondi già a disposizione della Regione Piemonte. E si evince altrettanto chiaramente che stiamo parlando di un finanziamento e come tutti i finanziamenti andrebbe restituito con rate mensili a carico della locale azienda ospedaliera.

Terza riflessione. Il terreno deve essere libero da vincoli e di proprietà pubblica. Mi pare che il terreno della zona Orti individuato dalla Regione ospiti una aviosuperficie che obbligatoriamente andrebbe spostata altrove e che, dalle letture della documentazione a disposizione sui rischi idrogeologici, l’eventuale nuova costruzione meriterebbe progettazioni su palafitte o accorgimenti similari, i cui costi aggiuntivi francamente non sono di facile reperibilità.

Quarta riflessione. Più che una riflessione pongo un quesito: per quale irrinunciabile ragione non si affida uno studio ad un soggetto “terzo”, pubblico ed equidistante rispetto agli interessi in gioco, per dimostrare scientificamente quale struttura serve alla provincia di Alessandria e dove è meglio ubicarla? Quali immani tragedie calerebbero sulla testa degli amministratori pubblici se decidessero di valutare oggettivamente le possibili alternative che favorirebbero i cittadini?

Quinta riflessione. Non si dice che fine farebbe l’attuale ospedale nel momento in cui si realizzasse il nuovo. Ho letto le più strampalate proposte che per amor di sobrietà non riporto. Ma una scelta andrebbe fatta con oculatezza perché la cubatura è mastodontica ed immaginarla vuota sarebbe un delitto sociale ed ambientale.

Sesta ed ultima riflessione. Dalle mie valutazioni il nuovo ospedale non si farà perché la Giunta regionale ha scelto il terreno della propaganda non quello delle procedure amministrative per realizzarlo. Mi sbaglio? Può essere. Ma allora, se hanno i soldi, i progetti e il terreno adatto, a loro non serve altro: lo costruiscano. Consiglio alla mia parte politica meno fronzoli intellettuali, con la destra non servono. Dite a Cirio che volete un nuovo ospedale e che la programmazione dell’edilizia sanitaria è una sua competenza.