Alessandria, post pubblicato a cura di Pier Carlo Lava 

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di Imma Paradiso

L’inverno in poesia: Giuseppe Ungaretti

Tanti poeti si sono confrontati con l’inverno, chi concentrandosi su aspetti più leggeri e poetici, come la neve e la bellezza del paesaggio innevato, chi su temi più lugubri, inevitabilmente suggeriti dalla malinconia di questa stagione, in cui la vitalità del mondo sembra ridursi al minimo. La poesia ermetica “Inverno” di Giuseppe Ungaretti composta da due soli versi, permette di fare un’ampia riflessione sull’integrità della nostra anima. E’ durante questo gelo invernale dal quale siamo ricoperti, che cerchiamo quel calore interno che ci fa sentire al riparo.

Questi versi densi di significato appartengono alla raccolta “Derniers jours”. Spesso c’è l’esigenza di cercare nel proprio silenzio interiore una parola che sia sufficiente ad illuminare l’immensità della vita, come la semente ovvero il seme, nel periodo più freddo dell’anno cerca riparo sotto la soffice e torbida terra. Quest’analogia tra “semente” ed “anima”, fa si che anche l’anima senta il bisogno di celarsi sotto una coltre di neve, di rigenerarsi, di trovare la quiete lontana dal caos e dalla frenesia che attanaglia la vita. Ed è proprio l’inverno a stimolarci questo senso di quiete, di calore familiare, è il mese più freddo dell’anno, è il mese in cui ognuno cerca la propria tregua dopo un’anno dettato da emozioni contrastanti, dalla smania di essere sempre così frettolosi;

Giuseppe Ungaretti, Inverno

come la semente anche la mia anima ha bisogno del dissodamento nascosto di questa stagione

*Due soli versi…tutta la profondità di un pensiero su cui si potrebbero scrivere delle pagine intere. Infatti a volte non servono tante parole per esprimere un concetto di respiro infinito. Le emozioni dell’anima sono immediate. Ed ecco questo inverno lungo, rigido eppure prezioso di cui si ha un estremo bisogno per dare spazio alla nostra anima di rigenerarsi nel silenzio della contemplazione.