Ciao,

ringrazio Roberta Canu del Blog Coccole tra i libri per la bella analisi che ha fatto del giallo e dei personaggi.

Grazie e Buona lettura 🙂

https://coccolelibri.blogspot.com/2022/01/recensione-delitto-al-condominio.html

RECENSIONE

Giallo poliziesco ambientato a Padova, più precisamente nel condominio che dà il nome al libro: il condominio Magnolia, che inaspettatamente verrà sconvolto da un efferato omicidio ai danni di un anziano signore, un maestro conosciuto da tutti in città, di nome Ernesto Ludi.

A indagare circa la morte dell’uomo sono due donne piuttosto simpatiche, ovvero Claudia Trini e Caterina Angeli.

“Claudia si guardò intorno curiosa, le piaceva quella zona della città, poi suonò il campanello. Era un quartiere ecologico che aveva poco più di dieci anni, una scommessa che l’amministrazione del comune di Padova aveva voluto tentare e se fosse andata bene, come sperava, avrebbe allargato questa idea ad altri quartieri della Provincia.”

“Dopo 5 minuti, i componenti della Squadra entrarono e si sedettero sulle sedie sparse per la stanza, ognuno aveva un’agenda, un blocchetto o un tablet in mano per prendere appunti o per leggere quelli presi durante le varie indagini che seguivano.”

Ma non solo di questo si parlerà nel romanzo breve di Maria Cristina Buoso, infatti nel secondo capitolo si parla di un Bar/Libreria “LibeRoomCat”, in cui libri e gatti vanno di pari passo, allietando i clienti del bar, con le loro fusa e con la bellissima esperienza di poter intrattenersi in mezzo al mondo della letteratura senza distrazioni.

L’idea di questa libreria con gatti è venuta a due personaggi che rispondono ai nomi di Elena e Alice. Per quanto riguarda le due donne, vi sarà un riferimento omosessuale nel libro in quanto Alice Fabbri si innamora proprio di Elena.

Già questo aspetto del romanzo ci fa comprendere quanto la storia sia di ampie vedute e non si soffermi solo al genere giallo, ma vada ben “oltre”.

Tornando al discorso di Ernesto Ludi, il maestro ormai in pensione da quando aveva sessantacinque anni, sappiamo che era piuttosto schivo e che viveva da solo, e molto probabilmente proprio questo suo isolamento lo portava a essere così introverso e meschino con il prossimo.

Una cosa molto importante da dire riguardo il signore in questione è che viene accusato spesso di essere un pedofilo, e di non essere mai stato per niente simpatico alla sua famiglia.

Un caso eclatante, che sembra puntare verso il nulla, ma che vi lascerà alla fine davvero sorpresi.

Il romanzo è breve come già detto, ma è bello intenso e raggruppa tutte le caratteristiche principali e non del classico giallo perfetto, incluso il retrogusto dell’amara ironia.

Per quanto riguarda i refusi, vi sono solo due o tre errori veramente banali sparsi qua e là ma niente di compromettente ai fine della buona riuscita dell’opera, che ricorda Agatha Christie e richiama spesso Il Commissario Montalbano.

Una lettura che prende dall’inizio alla fine e si legge davvero in poco tempo, anche in qualche ora.

La cosa che mi ha colpito più di tutte è la semplicità con cui l’autrice ci racconta le vicende di questo condominio e la caratteristica principale dell’uomo che viene ucciso: il suo modo atipico di porsi nei confronti dei più piccoli, dei giovanissimi, e invece al contrario l’antitesi con il mondo degli adulti.

Infine, mi ha colpito anche il fatto di aver ambientato la storia nel periodo in cui vi è il Covid – 19, ma rendendo comunque il libro molto personale e che non manca mai di originalità.

Credo che in questa storia si potrebbero trovare ancora tanti altri riferimenti, ma non vorrei dirvi troppo, perciò vi lascio, consigliandovi davvero di cuore questo romanzo così intenso che lascia con l’animo in subbuglio.

Voto in coccole: 5

Firma del recensore: Roberta Canu