La vecchia contadina

Seduta, ricurva sulla panca sotto al portico, la vecchia contadina, sempre stata forte e saggia, chiamò a sé le sorelle, il figlio, i gatti e perfino le rose rampicanti fiorite sul pilastro, a cui parlava amorevolmente come gentili compagne di vita. Era una sera di maggio, la luna dominava il buio osservando ed ascoltando da lassù con sguardo mesto. Andreina, parlando con pacata consapevolezza, esternò tutto il suo dolore dell’ anima e del cuore; Sono stanca di questo marcio mondo, nauseata da veleni ed avvelenatori, da assassini impuniti che decidono le sorti del mondo intero, di collusi, corrotti menzogneri asserviti, piegati, spauriti, assurdi pericolosi esseri che seguono pifferai che portano solo distruzione, malattie e morti, che senza pietà e con demoniaco piacere indicano e consigliano perfino per bambini piccolissimi e già fragili di salute, finti rimedi, dette medicine, magici sieri, contro una malattia inesistente, che non solo non danno rimedio alcuno, ma che portano solo malattie reali, pesanti disagi e morte prematura.
Sono disperata dal dover vedere questo mondo
ormai distrutto alla deriva con popoli che volontariamente vanno in massa verso un baratro di distruzione totale, poveri giovani, poveri ignari bimbi in mano a genitori impazziti, ipnotizzati da demoni della morte, governi che da ogni dove impongono modi di vivere schiavizzanti e modi di nutrirsi allucinanti deleteri per la salute, finte cure salvifiche che si rivelano in realtà veleni debilitanti o mortali piú volte dichiarati tali dopo attente analisi e ricerche dimostrabili, ma perché la gente non vuole vedere, capire, informarsi davvero, salvarsi, ribellarsi salvando tutta l’ umanità? Sono esausta da dover guardare un futuro immediato orrendo ed un futuro prossimo inesistente.
La gente si rinchiude, si allontana, si detesta e odia non si incontra, non sa piú aiutarsi, amarsi, non conosce piú il conforto ed il confortarsi, non conosce piú l’ intesa, il perdono, l’ empatia. Tutte le istituzioni sono in gran parte corrotte, perfino la chiesa le religione sono diventate un rifugio demoniaco da cui fuggire. Come posso continuare ad alzarmi al mattino, non sentendo piú la vera vita umana nel mondo? Sono doloranti le mie ossa, il mio passo è lento e malsicuro, dicono di noi anziani che ormai inutili, improduttivi, siamo solo da abbandonare, siam carne da macello, anzi da sopprimere e cremare, per non tenere posto nemmeno dopo morti. Ditemi, come posso restare in un simile mondo che mondo non è piú, vorrei poter scegliere un mio tempo per finire le mie ore, in una tranquilla, serena atmosfera, di giorni semplici, di vera sana umanità che ancora si abbraccia, sa sorridere e gioire nel veder nuova vita nel candore di una infanzia che possa aver futuro. Di vita, tutti ne abbiamo solo una, come
l’ occasione di una grossa vincita che non si ripete.
Mi chiedo, ma ora, tutti i collusi e corrotti dal male che distrugge tutto il mondo, come possono credere di essere salvi distruggendo la terra stessa sotto ai loro piedi e a quelli dei loro figli e nipoti? Davvero, vorrei potermi addormentare, per risvegliarmi in un mondo nuovo e ancora antico di amore e sana umanità. Ma resta un sogno e allora lasciatemi dormire, come fanno gli alberi che in autunno vanno in sonno perdendo foglie restando fermi ad aspettare silenti, la stagione verde di rinascita.
Addio sorelle, figlio mio amato, son troppo vecchia ormai per combattere demoni nascosti intrisi di folle potere, di odio e distruzione, son troppo stanca per spiegare a chi non vuol vedere che con le bende in faccia e gli occhi chiusi, possono solo andar verso il burrone di non ritorno…
Con lacrime di triste visione di cruda, orrenda realtà creata e da troppi scusata, voluta, io vado in sonno, ridestatemi ancora a primavera di un nuovo mondo, io questo non lo tollero piú…Chiedo perdono all’ universo di cui son figlia, per non aver potuto fermare, con molti altri vedenti, questi orridi mostri che devastano il pianeta distruggendo vita e libertà, chiedo
all’ universo, aiuto per i posteri e pietà…

Mirella Rossi