Alessandria, post pubblicato a cura di Pier Carlo Lava 

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Un salto nel medioevo: la Sacra di San Michele

di Luciana Benotto

Se si passa per la Val di Susa non si può fare a meno di notare un’imponente costruzione abbarbicata alla cima del monte Pirchiriano, che si staglia contro il cielo, quasi sospesa nel vuoto. È la Sacra di San Michele.

Già in epoca romana, proprio nel luogo ove ora sorge l’abbazia esisteva un presidio militare che controllava la strada verso le Gallie; più tardi anche i Longobardi vi eressero una guarnigione dedicata all’arcangelo guerriero.

Fu però nel X secolo che un gruppo di eremiti guidati dal vescovo di Ravenna, Giovanni Vincenzo, discepolo di San Romualdo, volle erigere le prime cappelle di una chiesa eremo. La fama di santità di Giovanni cominciò ad attirare molti fedeli, tra cui Ugo di Montboissier, un ricco signore d’Alvernia cui il papa aveva intimato che l’unico modo per espiare i suoi molteplici peccati sarebbe stato quello di costruire un edificio religioso. Sorse così la Sacra di San Michele, che per secoli divenne ospizio per quei pellegrini che, superate le Alpi, dovevano andare a Roma o in Terra Santa, di qui infatti, passava un ramo della Via Francigena. La sua struttura architettonica è davvero originale. Si tratta di un complesso basilicale composto dalla chiesa, dal suo chiostro, da scalinate e contrafforti che sono un tutt’uno con lo sperone roccioso. Nell’Ottocento la Sacra, che è ancora oggi uno dei monumenti più rappresentativi del Piemonte medievale per la forte suggestione del luogo, per l’aspetto artistico e l’impressione incantata che comunica al visitatore, venne scelta da diversi scrittori romantici per ambientare le loro storie.

Per arrivarci, chi ama camminare, può prendere una mulattiera che parte dalla chiesa parrocchiale di Avigliana. Lungo il percorso che conduce 450 m. più in alto, si incontra il Sepolcro dei Monaci, un tempietto ottagonale sorto su un luogo sacro pagano, e poi la foresteria oltre la quale, ancora più su, sta l’abbazia cui si accede tramite la Porta dell’Asino, così chiamata perché qui si fermavano le cavalcature, e si entra poi in una torretta da cui si gode un ampio panorama. Salendo ancora una rampa di scale chiusa da pareti interrotte da nicchie, ci si trova sul ripido Scalone dei Morti, dove un tempo stavano le mummie dei frati, e si giunge alla Porta dello Zodiaco, capolavoro della scultura del XII secolo, con gli stipiti decorati da segni zodiacali che, all’epoca, simboleggiavano lo scorrere del tempo. Infine, ecco la fascinosa chiesa a tre navate che contiene preziosi affreschi, tra cui un grande trittico di Defendente Ferrari, e una misteriosa cripta. Tra le antiche fortificazioni c’è la Torre della Bell’Alda, dal nome di una fanciulla che per sfuggire a dei soldati di ventura vi si rifugiò. Scoperta, preferì buttarsi nel burrone, ma degli angeli vennero in suo soccorso cosicché lei rimase illesa. Inorgoglita da quel miracolo, volle mostrare ai compaesani come aveva fatto, ma a causa della sua vanità quella volta le forze celesti le negarono l’aiuto ed ella rimase uccisa.

Come arrivare

In auto: A4 direzione Torino, poi A32 casello di Avigliana.

In treno: Servizio combinato treno + bus Stazione F.S. Avigliana

Orari Sacra San Michele: da lun. a sab. 9.30 – 16.30; dom. 10.30 – 16.30.  Chiuso sino al 31 gennaio 2023 esclusi sabato e domenica

Ingresso individuale intero € 8 ridotto € 6

Ingresso + visita guidata € 10 ridotto € 8