Alessandria, post pubblicato a cura di Pier Carlo Lava 

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Inverno in poesia: Umberto Saba

L’inverno è la stagione poetica per eccellenza. Infiniti cieli bianchi che promettono neve, lunghe notti gelate in cui l’alba sembra non levarsi mai, lo splendore attonito del ghiaccio, ogni elemento suscita un brivido e fa pensare, invitando a cercare il cuore caldo, intimo delle cose.

L’inverno nella poesia italiana è metafora di solitudine, di cambiamento, di una ricerca esistenziale. Una stagione che diventa rappresentazione di uno stato d’animo preciso, di una dimensione “altra” in grado di svilupparsi parallela al nostro presente. La stagione invernale invita a un raccoglimento interiore prezioso e necessario, a una metamorfosi dell’anima, a ritirarsi in un bozzolo per poi, inaspettatamente, rinascere.

Umberto Saba raccontò di essersi ispirato, per scrivere questa sua poesia, a un lungo inverno a Trieste che gli apparve come “la fine del mondo”. La protagonista della lirica Inverno è una donna che affacciata alla finestra osserva una notte gelida e spettrale in cui la città appare domata dal ghiaccio. La donna si sente confortata dal tepore domestico mentre guarda all’effetto, descritto come “rovinoso”, dell’inverno sulle strade. Lontano un uomo si avventura con cautela su un lago ghiacciato, che minaccia di cedere da un momento all’altro sotto il suo peso, facendosi guidare da una lampada storta. La poesia di Saba si basa su parole dalla forte carica espressiva che riflettono il contrasto tra l’interno e l’esterno, tra la protezione intima della casa e il pericolo rappresentato dal mondo fuori che si fa emblema e rappresentazione di un’apocalissi imminente.

Inverno (Umberto Saba)

È notte, inverno rovinoso. Un poco

sollevi le tendine, e guardi. Vibrano

i tuoi capelli selvaggi, la gioia

ti dilata improvvisa l’occhio nero;

che quello che hai veduto – era un’immagine

della fine del mondo – ti conforta

l’intimo cuore, lo fa caldo e pago.

Un uomo si avventura per un lago

di ghiaccio, sotto una lampada storta.

*Versi singolari, quasi si avverte la suspence da film horror con questa serie di immagini in cui sembra che qualcosa di terribile può accadere da un momento all’altro. Il poeta trasmette bene la sua intima inquietudine e alla fine solo il conforto della sicurezza del proprio nido ti protegge dal gelo esterno…in fondo la poesia è questo, emozione in versi.