Alessandria, post pubblicato a cura di Pier Carlo Lava 

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Il dott. Gianfranco Ghiazza ha unito alla straordinaria competenza professionale un’altrettanto forte passione civile e una grandissima capacità di rapporti umani cordiali e amichevoli.

Professionalmente, aveva fatto propri la lettera e lo spirito della legge n. 833 del 1978 e del Servizio sanitario nazionale, tanto nella versione originaria quanto nelle successive riforme, riuscendo a esprimere, nei diversi ruoli ricoperti,  una managerialità non fredda e distaccata dalla vita concreta delle strutture sanitarie, ma attenta al loro funzionamento, ai problemi delle persone che vi si accostano per riceverne aiuto, al personale che in esse opera. Gianfranco è stato uno dei figli migliori della legge n. 833, emblema di una generazione cui tanto dobbiamo.

La sua passione civile si condensa nell’adesione ai contenuti e al significato della Costituzione repubblicana e della sua attuazione,  a partire naturalmente dall’art. 32 e dal duplice riferimento alla salute come fondamentale diritto dell’individuo e come altrettanto fondamentale interesse della collettività, ma con una forte attenzione anche ai contenuti organizzativi della Costituzione, e in particolare all’equilibrio tra i poteri che essa disegna e al raccordo tra questo equilibrio e i diritti di cittadinanza.

Infine, chi ha avuto la fortuna di godere della sua amicizia ne ha potuto conoscere ancora di più la gentilezza, la mitezza determinata, la generosità larga e affettuosa.

Per tutte queste ragioni, la sua morte prematura è un indebolimento certo e profondo per la vita della collettività alessandrina e piemontese. Sono tuttavia convinto che il ricordo della sua competenza professionale, passione civile ed umanità possa essere di consolazione per i suoi familiari e di stimolo per molti a trarne insegnamento e a continuarne l’opera”.

Renato Balduzzi