IN QUELL’INVERNO

Dicevi: basterebbe restasse tra noi
il modo di chiamarci, il modo di tacere.
Dicevi: tornerà quest’ansia di stare insieme
in ascolto di noi come del vento,
passerà il bicchiere di mano in mano.

Ora la vita non ha più contento,
nel dividerci ognuno alla sua vita
che lo porta lontano.

Non è rimasto nulla, la memoria
a volte accende il fuoco, chiama le ombre
a sedere, a tacere in quell’inverno.

ALFONSO GATTO, La storia delle vittime, 1965

Questa lirica è compresa in Alfonso Gatto ‘Tutte le poesie’ Mondadori 2007. Tre le strofe, una quinta rima e due terzine, 11 versi; ho contato 1 doppio senario, 2 doppi settenari, 7 endecasillabi, 1 settenario; rime: vento/contento; mano/lontano. La poesia è un cerchio, chiuso da ‘in quell’inverno’ del titolo e dell’ultimo verso.
Il poeta si rivolge alla donna amata ‘Tu dicevi’, iterato, ‘il modo di chiamarci, il modo di tacere’.
‘l’ansia di stare insieme’: la loro storia d’amore, tormentata dalla paura di essere lasciati. La nostra vita non ha più gioia (contento, sostantivo); ‘nel dividerci ognuno la sua via/ che lo porta lontano’: il rapporto d’amore è finito; per sempre, ‘non è rimasto nulla, anche se ‘la memoria alle volte accende il fuoco, chiama le ombre a sedere, a tacere in quell’inverno’.