Aver rivisto Brent e, soprattutto, pensare che possa essere seguito e spiato da lui in ogni momento della giornata, è una cosa che Parker non manda giù facilmente. Non è che il detective l’avesse rimosso dalla mente, ma l’improvvisa sua presenza l’ha profondamente turbato, tant’è che avrebbe subito voglia di mettersi alle sue calcagna. Ma deve allontanare il desiderio, perché un altro caso esige la massima priorità. Parker a questo punto decide di rispettare la prassi, di informare e possibilmente ottenere dalla famiglia di Jose il consenso di riaprire le indagini sulle morti dei due ragazzi. Pura formalità.

«Se disturbo, posso ripassare» dice il detective, davanti l’ingresso del villino unifamiliare.

«Io e mia moglie stavamo per uscire … » risponde l’uomo.

«Ok, ripasserò.»

«Aspetti. Poteva avvisarci della sua visita, dovrebbe avere il nostro numero telefonico.»

«Ha ragione, ma mi trovavo da queste parti e allora … »

«Un attimo ne parlo con mia moglie.»

«Ok.»

L’uomo si allontana per ritornare subito dopo.

«Va bene, si accomodi. Non possiamo dedicarle troppo tempo, abbiamo un impegno e non vogliamo fare troppo tardi.»

«È questione di pochi minuti.»

Parker raggiunge il salone.

«Mia moglie sarà qui a momenti. Mi ha accennato qualcosa riguardo a nuove indagini, se non sbaglio … ecco mia moglie.»

«Dispiace che ci abbia fatto visita proprio quando stavamo per uscire» dice la donna.

«È colpa mia, avrei dovuto avvisarvi per telefono» risponde Parker.

«Desidera qualcosa da bere?»

«No, la ringrazio.»

La coppia e il detective si siedono su tre poltrone in pelle color beige.

«Avrà delle notizie importanti se si è scomodato a venire da noi» continua la donna.

«Desidererei riaprire le indagini sulla morte del vostro ragazzo e di Chloe.»

«Questo l’ho intuito; ci saranno delle buone ragioni a spingerla a tanto.»

«Dubito che la verità possa essere quella che noi tutti conosciamo» replica il detective.

«E basta?»

«Per me è sufficiente.»

«Non crede … al suicidio?»

«Non mi convince la dinamica dei fatti.»

«Quello che dice è sconvolgente» interviene il marito.

«Sì, in un certo modo è così, e di questo mi assumo la responsabilità.»

«Cos’ha da perdere?»

«Molto, sotto l’aspetto personale; e mi creda, non è cosa da poco.»

«Ha qualcos’altro da dirci?»

«Di concreto nulla, ed è per questo che chiedo la vostra approvazione a riprendere le indagini.»

«Dovrebbe chiederla anche alla famiglia di Chloe.»

«Già fatto. Non ho ancora ottenuto la loro approvazione, ma credo che arriverà a momenti, o al massimo da qui a qualche giorno.»

«A questo punto non avrebbe senso negargliela, giusto?»

«Basta che una delle due parti non è d’accordo, ed io mi tiro indietro» afferma il detective, mentendo alla grande, quando entra nel salone una ragazza.

«Si ricorda di Alexia, immagino» dice la donna.

«Sì, certo» risponde Parker. «Salve!»

«Salve!» replica la ragazza, diciannovenne.

«Siamo stati invitati a trascorre il pomeriggio e la serata in casa di amici e lei verrà con noi» precisa la donna.

«Non vorrei sottrarvi dell’altro tempo prezioso» dice il detective.»

L’uomo ha uno sguardo d’intesa con la moglie

«Ok. Ha la nostra approvazione a riprendere le indagini. Probabilmente nei prossimi giorni dobbiamo aspettarci altre sue visite.»

«È possibile. In ogni caso vi avviserò per telefono; ve lo prometto.»

«Le saremmo grati.»

«Ok, tolgo il disturbo … »

«Ci faccia sapere … su qualsiasi cosa spunti fuori.»

«Sicuro, è mio dovere farlo. Vi auguro buon proseguimento di giornata.»

«Anche a lei.»