Alessandria, post pubblicato a cura di Pier Carlo Lava 

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Cerimonia intitolazione della Piazzetta Alpini Caduti nella battaglia di Nikolajewka

Alessandria: Giovedì mattina 26 gennaio, alle ore 10, alla presenza delle Autorità Cittadine, dei Rappresentanti Istituzioni e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma tra i quali l’Associazione Nazionale Alpini, verrà intitolato lo slargo stradale ubicato alla biforcazione tra Via Lodi e Via Cavour ad Alessandria.

Con questa cerimonia, la Città intende onorare e ricordare l’eroismo degli Alpini Caduti nella battaglia Nikolajewka in occasione dell’80° anniversario del sanguinoso evento bellico (26 gennaio 1943 – 26 gennaio 2023) e la cerimonia trova fondamento – a partire dalla proposta formulata nel maggio 2018 dal Consigliere Comunale M. Sciaudone – in ciò che è stato approvato dalla Commissione Comunale per la Toponomastica riunitasi in data 21.03.2022 nonché dalla Deliberazione della Giunta Comunale n. 167 del 19.05.2022 nonché dal Decreto Prefettizio di autorizzazione del 19.07.2022.

La battaglia di Nikolaewka fu combattuta il 26 gennaio 1943 e rappresentò uno degli scontri più significativi nell’ambito del caotico ripiegamento delle residue forze dell’Asse in Unione Sovietica, nella parte meridionale del Fronte Orientale, durante la seconda guerra mondiale.

Dall’autunno 1942 il Corpo d’Armata Alpino – costituito dalle tre Divisioni alpine Cuneense, Tridentina e Julia – era schierato sul fronte del fiume Don, affiancato da altre Divisioni di fanteria italiane, da reparti tedeschi e degli altri alleati, rumeni e ungheresi.

Il 15 dicembre, con un potenziale d’urto sei volte superiore a quello delle Divisioni italiane, i Sovietici dilagarono nelle retrovie accerchiando le Divisioni Pasubio, Torino, Celere e Sforzesca schierate più ad Est.

Esse dovettero sganciarsi dalle posizioni sul Don, iniziando quella terribile ritirata che, su un terreno ormai completamente in mano al nemico, le avrebbe in gran parte annientate con una perdita di circa 55.000 uomini tra caduti e prigionieri.

Mentre le Divisioni della Fanteria si stavano ritirando, il Corpo d’Armata Alpino ricevette l’ordine di rimanere sulle posizioni a difesa del Don per non essere a sua volta circondato.

Il 13 gennaio i Sovietici partirono per la terza fase della loro grande offensiva invernale e, con una manovra a tenaglia, riuscirono a racchiudere il Corpo d’Armata Alpino in una vasta e profonda sacca.

Davanti alla possibile catastrofe rimaneva un’unica alternativa: il ripiegamento immediato. 

La sera del 17 gennaio 1943, su ordine del generale Gabriele Nasci, ebbe inizio il ripiegamento dell’intero Corpo d’Armata Alpino di cui la sola Divisione Tridentina era ancora efficiente. Fu così che dopo 200 chilometri di ripiegamento a piedi e con pochi muli e slitte, sempre aspramente contrastati dai reparti nemici, il mattino del 26 gennaio 1943 gli Alpini della Tridentina – alla testa di una colonna di 40.000 uomini quasi tutti disarmati e in parte congelati – giunsero davanti a Nikolajewka che, forti del tradizionale spirito di corpo e guidati dal generale Reverberi, riuscirono ad espugnare dopo una giornata di lotta estenuante.

I Sovietici, sorpresi dalla rapidità dell’azione, dovettero ripiegare. Il prezzo pagato dagli Alpini fu tuttavia enorme: dopo la battaglia rimasero sul terreno migliaia di caduti. 

Tutti gli Alpini, senza distinzione di grado e di origine, diedero un esempio di coraggio, di spirito di sacrificio e di alto senso del dovere.

Mentre per il trasporto sul Fronte Orientale del Corpo d’Armata Alpino erano stati necessari 200 treni, per il ritorno ne bastarono 17. Sono cifre eloquenti, ma ancor più lo sono quelle dei superstiti: considerando che ciascuna Divisione era costituita da circa 16.000 uomini, i superstiti risultarono 6.400 della Tridentina, 3.300 della Julia e 1.300 della Cuneense [tratto da http://www.difesa.it/Primo_Piano/Documents/La Battaglia di Nikolajewka.pdf].

Con questa cerimonia toponomastica, l’Amministrazione Comunale di Alessandria intende rafforzare la consapevolezza di quanto l’eroismo dimostrato in quella Battaglia dagli Alpini possa costituire un utile stimolo per riflettere ancora oggi sul significato di alcune parole-chiave quali senso del dovere, coraggio, sentimento di appartenenza allo Stato, sacrificio, spirito di gruppo, fratellanza nel momento della prova, abnegazione fino al sacrificio della propria vita.

Si tratta di una consapevolezza che si arricchisce anche di una constatazione dolorosa che fa diretto riferimento ai Soldati proprio del territorio locale che perirono in quei luoghi durante la “campagna di Russia”. E, in questa dolorosa consapevolezza, non possono essere dimenticati i tanti Alpini alessandrini periti, così i componenti della 3ª Divisione di Fanteria “Ravenna” – una grande unità dell’Esercito italiano, ricostituita nel marzo 1939 proprio ad Alessandria – che fu operativa durante la II guerra mondiale, venendo anch’essa inviata nell’estate del 1942 sul fronte russo.