Alessandria, post pubblicato a cura di Pier Carlo Lava 

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SAN SALVATORE MONFERRATO

Sabato 28 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria

Le leggi razziali e le tecniche di persuasione del Duce 

Corrado Tagliabue sindaco esperto di comunicazione parlerà di slogan, articoli, illustrazioni che hanno convinto gli italiani ad accettare e mettere in pratica le leggi razziali introdotte nel 1938 dal regime fascista

“Razza Nemica” è un incontro aperto a tutti, sabato, ore 18 sala polifunzionale) ed è introdotto da Enrico Beccaria, assessore alla cultura

Una carrellata di immagini, articoli e slogan per raccontare come la macchina propagandistica del regime fascista riuscì, nella generale indifferenza e sottomissione degli italiani a imporre le leggi razziali e infondere nelle masse il pericolo della contaminazione della “razza italica”, menzogna nata dalla mente del Duce e sostenuta da un manipolo di pseudo scienziati e professori universitari votati all’indegna causa.

Questo è il tema dell’incontro pubblico di sabato 28 gennaio (sala polifunzionale, ingresso da piazza Caduti, ore 18), un appuntamento organizzato in occasione del “Giorno della memoria”, la ricorrenza internazionale che ricorda la spietata azione di sterminio degli ebrei perpetuata dalla Germania nazista, con la collaborazione di paesi come l’Italia che parteciparono attivamente alla caccia dei cittadini di origine ebraica, deportati e uccisi nei campi di concentramento.

Introdotto dall’assessore Enrico Beccaria, il sindaco Corrado Tagliabue, qui, in qualità di professionista della comunicazione, racconterà ciò che avvenne dalla promulgazione delle leggi razziali del 1938 in poi, le tecniche di persuasione più o meno occulte messe in atto dalla dittatura, utilizzando tutte le forme di comunicazione veicolate sui media dell’epoca, come manifesti, giornali, radio e cinema, attraverso l’uso strumentale di strampalate tesi scientifiche, immagini convincenti e di suggestione collettiva.

L’appuntamento di sabato, intitolato “Razza nemica” vuole porre l’accento su come il regime, additando gli italiani di origine ebrea, fu spregiudicato nell’addossare loro gran parte dei problemi sociali, come la povertà in cui versavano molti italiani, ostacolando le unioni con persone di nazionalità diversa e la nascita di figli e il subdolo messaggio di “portatori di civiltà” che giustificava la politica di invasione armata da parte di Mussolini in Etiopia, Eritrea, Somalia e Libia. Una gigantesca macchina propagandistica i cui concetti venivano programmati e divulgati anche su una rivista il cui nome era un tutto un programma “La difesa della razza”, suscitando la diffidenza e paura nei confronti dello “straniero”. Un incontro che cercherà di rispondere alla domanda “come è potuto accadere tutto questo?”

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in pdf sul sito ufficiale del Comune www.ssalvatoreinrete.it – 24.1.2023